Il figlio più piccolo
di Marco Cavalleri
Luciano Baietti se n’è andato da Bologna il giorno stesso delle nozze, nel 1992, lasciando dietro di sé moglie e due figli ma non trascurando di portare con sé i beni immobili, insieme al misterioso Sergio Bollino, consulente finanziario ex seminarista e decisamente spregiudicato. Lo ritroviamo ai giorni nostri a capo di un impero societario/immobiliare in procinto di sfaldarsi, circondato da aspiranti starlettes televisive, prossimo alle seconde nozze con una nuova ricca romana datasi alla politica con una squadra(ccia) di tronisti, soprattutto ben deciso a salvare una ricchezza costruita a furia di minacce e connivenze. Quale migliore idea di fingere un pentimento tardivo e invitare come testimone al coniugio Baldo, il figlio più piccolo, ingenuo studente del Dams ancora convinto della sua buona fede, per intestargli le parti pericolanti della baracca? Ma le cose non andranno per il verso giusto…
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Il documentario di Banksy, street artist inglese ormai famoso in tutto il mondo, su uno sconosciuto che voleva fare un documentario su di lui é un archivio dell´arte piú contemporanea che ci sia, ma presto si trasforma, anche, in una riflessione sul mercato e sul valore, nonché sulla valutazione, dell´arte.
Il programma di Berlino è talmente fitto che ogni film è un azzardo: la scelta di una pellicola implica la rinuncia a un’altra in contemporanea, e il catalogo, con le sue scarne sinossi, non basta per un aiuto definitivo.
La Berlinale é il pubblico delle serate di gala, del tappeto rosso e delle star che firmano autografi. Ma é anche la folla di coraggiosi berlinesi, con qualche turista incurante del nevischio e del freddo, che venerdí sera si é trovata davanti alla porta di Brandeburgo, diventata megaschermo per l´occasione. E che occasione: la proiezione della versione restaurata di Metropolis, in collegamento con il Friedrichstadtpalast, dove un´orchstra sinfonica suonava la musica del film. Momenti che solo a un festival cosí possono capitare.
Il titolo del film dice tutto: A woman, a gun and a noodle shop. Davvero non c´é molto altro nel film di Zhang Ymou: una donna maltrattata dal marito, e il suo amante, che peró é una mezza tacca e nel titolo non andava bene, una pistola comprata per riscattarsi, forse, e il ristoro dove vivono, una costruzione nel nulla di montagne che sembrano finte.