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7 Commenti
1.
ALez scrive il 13 Luglio 2007 alle 02:21
Ragazzi miei…siete quello che cercavo!
Le vostre recensioni seppur negative ,focalizzano la questione su una analisi commercial-qualitativa,secondo me impossibile da trovare su qualsiasi magazine on-line.
Poco diplomatici,tecnici e sarcastici che quasi “il film me lo vado a vedere per appurare se ci azzeccano”.
Questo è un ottimo lavoro anche se mancano delle pietre miliari degli ultimi 3 mesi al cinema.
Aspetto ingordo nuovi post…e se avete bisogno di una mano sappiate che aspetto solo il vostro ingaggio…
a presto e continuate cosi!
2.
Giuliana scrive il 23 Agosto 2007 alle 15:07
Ragazzi, siete spariti dalla circolazione dopo Locarno. Non è che fate saltare le recensioni su Venezia?
3.
silvia scrive il 27 Settembre 2007 alle 15:05
Eccomi!!!come più volte detto,ma mai fatto,ho visitato il tuo recen-sito!!!!!!!Bravo Davide!!!A presto in quel di Foligno!!!!Silvia Nappini
4.
cristina scrive il 27 Gennaio 2009 alle 00:24
Buona sera.
Oggi è la mia giornata libera e come mi succede sono andata al cinema.
C’ho pensato un po’ prima di scegliere quale film vedere perchè i soldi per lo sciupo non sono tanti e non c’era qualcosa che mi attraeva in modo particolare.
A dire il vero c’era un film che mi chiamava da quando è uscito ed è DEFIANCE. Si, dico mi chiamava ma in effetti era più un richiamo. Sento sempre voglia di scappare quando qualcuno si cimenta nella descrizione filmica delle sventure del popolo ebreo. Può essere pure Spielberg, ma non fa niente: non mi regge la “pompa”. Poi il richiamo ha vinto e sono entrata a vederlo.
Per i primi 15 minuti ho pensato: ecco la storia patinata di chi compiange le disgrazie della razza semita senza coinvolgimento. In effetti è come dice il personaggio di Craig, Tuvia: “se è difficile essere amico di un ebreo figurati che cosa è esserlo”.
Vedevo passare le scene di spintoni e calci, di occhioni sbarrati e bambini piangenti che si vedono nei telefilm delle televisioni di Stato. Poi, ecco il miracolo: la storia si fa vera o quanto meno verosimile. Ecco come la Resisitenza politica si mostra per quella che è stata ovvero resistenza personale. La Resistenza è stata condotta da uomini che si muovevano anche per vendetta personale e non solo per ideologia. Anzi qui l’ideologia cede il passo al richiamo del sangue, passa la mano all’azione di riscossa in nome dei morti. Morti solo per il fatto essere ebrei. Non morti per essere contro l’ideologia di regime come sono stati bruciari gli eretici dalla controriforma, ma morti per essere prova vivente che il mondo è di tutti anche di quelli che non si riesce a capire fino in fondo. Non credete a quello che raccontano alcuni recensionisti di questo film: non c’è alcun dissidio tra i fratelli Bielsky per la leadership del gruppo. Il dissidio nasce dal disaccordo tra i fratelli sulla strategia di sopravvivenza e cioè tra resistenza attiva e resistenza passiva. E’ meglio morire al fianco dei partigiani russi che si armano contro i nazisti, o nascondersi nel bosco, rubare penicillina o sgozzare quelli che vendono gli ebrei?
I fratelli si dividono e si capisce pure il perchè: se è questione di pelle è meglio provale tutte. Quindi nessun dissidio. Poi la tattica della resistenza attiva cede il posto all’altra perchè il fratello partigiano coi russi, Zus, si ricongiunge con l’altro, Tuvia, che si era dato alla macchia con tutti i suoi. Zus inizialmente sembra che si ritiri coi compagni partigiani e che abbandoni il fratello e la sua comunità al loro destino. Ma non è vero, perchè uno può essere americano, tedesco, spagnolo o russo ma se è ebreo sa che la nazionalità non conta. Quello che conta è vivere.
Da ultimo, la mia solita reprimenda ai recensionisti distratti: i fratelli Bielsky non era tre. Erano quattro, come i cavalieri dell’apocalisse.
Cristina
5.
Davide Verazzani scrive il 30 Gennaio 2009 alle 18:00
Grazie del post Cristina. Che fra l’altro riempie un buco nella nostra “programmazione”, visto che Defiance l’abbiamo saltato. Non è una vera e propria recensione, per cui non la inserisco nella categoria e la lascio qui a beneficio dei nostri visitatori. Ma noto con piacere che hai accolto l’invito di Tullio a continuare a scriverci.
Se poi, invece di scrivere post, hai desiderio di cimentarti con le recensioni vere e proprie, facci pure sapere: siamo sempre in cerca di persone che sappiano descrivere le loro emozioni cinematografiche con linguaggio appropriato ma non da sermone.
6.
cristina scrive il 30 Giugno 2009 alle 23:00
Buona sera.
Qualche sera fa’ ho visto in televisione un film di Tornatore, “La sconosciuta”. Bello, davvero.
Non ho capito perchè la protagonista fa firmare alla signira Gina una carta. Lo fa tutte le volte che va a trovarla.
Ma cos’è?
Non sono la sola che è curiosa di questo. Sul web c’è la stessa domanda posta da un’altra persona (Ask - Yahoo).
Ma anche lì non c’è nessuno cha abbia risposto e non ho trovato niente di soddisfacente.
Qualcuno di voi se lo ricorda?
Grazie.
Cristina
7.
sab scrive il 18 Febbraio 2010 alle 16:50
Me lo sono chiesta anch’io cosa le facesse firmare. Credo che avesse depositato tutti i soldi rubati a Muffa nel conto della bimba, aperto dalla signora Gina e che perciò le facesse firmare per i versamenti… Ma perchè ogni volta?