RADIOHEAD - In rainbows
di Alessandro Valenti
Atteso da oltre quattro anni, e annunciato improvvisamente i primi giorni di ottobre dal sito www.inrainbows.com, esce – per ora solo in download digitale – il settimo album di Thom Yorke e soci creando una bufera mediatica e scompiglio totale nel mondo dell’industria discografica.
Il disco infatti esce senza l’appoggio di alcuna etichetta o major qualsivoglia e viene addirittura offerta al potenziale acquirente la possibilità di decidere il prezzo da pagare.
Inoltre viene venduto – sempre dal sito sopra segnalato – un lussuoso discbox, ossia un set di 2cd e 2 vinili (con inclusa la possibilità di scaricare gratuitamente la versione digitale dell’album) a 40 sterline, circa 60 euro, che sarà inviato agli acquirenti intorno alla prima settimana di dicembre. Anche quest’operazione viene attuata senza l’apporto di alcun distributore.
Insomma una vera rivoluzione di management discografico, ma d’altronde i Radiohead alle rivoluzioni ci avevano abituato da tempo immemore, anche se ad oggi quelle “scosse telluriche” erano state sempre e solo a livello artistico.
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Affinata ulteriormente la loro vena pop, dopo la curiosa parentesi ‘Johnny Cash-iana’ di “Howl��?, tornano a due anni esatti di distanza i losangelini Black Rebel Motorcycle Club con un album di tredici nuove canzoni, rispettando una costante cadenza biennale come successo per tutti i loro precedenti lavori.
Vissuti per un bel po’ all’ombra del gigante Franz Ferdinand, i londinesi Rakes giungono finalmente al secondo album a due anni esatti di distanza dall’acerbo esordio “Capture/Release��?.
Il Topo Modesto è tornato!