04. Aprile 2009

L’amore a Londra e in altri luoghi
di Giuliana Dea

lamore-a-londra-e-in-altri-luoghi.jpgOtto racconti che girano intorno a un unico argomento: l’amore, qualche volta tra genitori e figli, più spesso tra un uomo e una donna. Personaggi slegati tra loro, in luoghi lontani e vicini allo stesso tempo, perché l’amore sembra essere lo stesso a Londra, in un piccolo stato sudamericano e in un paese della Sardegna.
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12. Settembre 2008

Libri - La guerra di Caio
di Heiko H. Caimi

la-guerra-di-caio.jpgCaio Moroni è figlio di operaio e nipote di operaio,«il terzo di una generazione ostinata cresciuta con la fabbrica nell’anima»: pane e fabbrica, come sottolinea Roberto Betz nelle prime pagine del suo folgorante romanzo. E per reggere il peso
del lavoro sottopagato bisogna avere «le palle dure come il ferro»: un virilismo posticcio nel quale però cadono i lavoratori della Tecnomasio Italiana Brown Boveri, un’industria che produce motori marini e locomotive. Arrivare a fine mese è una conquista, e per arrivarci ci vogliono tenacia, senso del dovere e responsabilità. Poco importa se si è sfruttati: c’è il pane da portare a casa, la sopravvivenza da garantire alla famiglia. Se non si riempie la pancia si muore. Ivano, il fratello di Caio, non è della stessa idea:
cresciuto a fabbrica e libri, si solleva contro quel modo di pensare, non accetta di essere solo il dente di un ingranaggio nel cieco e alienante asservimento alla macchina. Seguendo così le orme ribelli del nonno. E ciò che gli viene opposto dalla famiglia,
dagli amici è che «mica è un uomo chi baratta la famiglia per le idee! […] A criticare son bravi tutti!». Quella stessa mentalità che sta divorando le nuove generazioni, portate a barattare per un tozzo di pane tutti i progressi sociali duramente conquistati da chi li ha preceduti.
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17. Settembre 2007

Libri: Eraclito e il muro
di Giuliana Dea

eraclito1.jpgIl romanzo è uscito nel 2006 con una piccola casa editrice di Messina (la GBM). A causa di una distribuzione limitata nelle librerie e della mia avversione nei confronti degli acquisti su Internet, ho potuto leggerlo con enorme ritardo. Ed è un peccato, perché Eraclito e il muro di Cinzia Pierangelini avrebbe tutte le carte in regola per entrare di diritto nelle librerie di tutti gli amanti dei buoni libri, dove per buon libro si intenda la combinazione tra buona storia e stile narrativo.
Andiamo con ordine e cominciamo dal primo buon ingrediente: la storia.
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12. Settembre 2007

Libro della origine delli volgari proverbi
di Marco Andrea Marcuccio

libro-della-origine.jpgCi sono alcuni libri che oltre al proprio intrinseco contenuto evocano, grazie a particolarissime ed a volte fortuite coincidenze storiche, più ampi significati ideali e simbolici. Questo è uno di quei casi. Le edizioni Spirali – infatti – riportano in questi giorni in libreria il Libro della origine delli volgari proverbi di Aloyse Cinthio de gli Fabritii, strappandolo all’ingrato destino di rimozione cui sembrava essere definitivamente destinato.
Ma partiamo dall’inizio: composto in anni di certosino lavoro da un medico letterato veneziano di nome Cinzio, stampato originariamente nel 1526, il volume fu immediatamante contrastato dai “benpensanti” locali (provocando la prima censura di un libro che si ricordi nella “Serenissima”), poi condannato dall’Inquisizione nel 1559 con il suo inserimento nell’Indice dei libri proibiti; così come d’usanza, le copie in circolazione in quel momento furono bruciate ed il volume non fu mai più riproposto. Le rarissime copie superstiti furono comunque sufficienti a censori e critici dei secoli successivi per alimentare la sua fama sinistra come “testo di alcun pregio”, “immorale” se non proprio “maledetto”.
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28. Agosto 2007

Libri: Meno male che ci sei
di Giuliana Dea

Copertina di “Meno male che ci sei”Certo, la copertina non è delle più invitanti. Soprattutto per chi disprezza il tono rosa fucsia, accostabile al blu quasi elettrico che ricorda il Federico Moccia temuto in ogni sua versione, letteraria, cinematografica o televisiva.
Merito anche della Sperling & Kupfer, che dopo essersi fatta conoscere come casa editrice specializzata in narrativa cosiddetta di intrattenimento, tra cui spiccano le storie melò di Sveva Casati Modigliani e di alcune sue colleghe anglosassoni altrettanto godibili, o quelle terrificanti (nel senso migliore… parliamo di thriller tendenti all’horror!) di Stephen King, stava cominciano con la narrativa italiana a debordare un poco.
Prova ne sia la presenza dei romanzi di Alessandra Appiano (i libri per ‘la Donna Che Pensa Di Avere Un Cervello Ma Lo Nasconde Bene’) tra i suoi titoli.
Negli ultimi due anni Sperling, forse conscia del grave errore fatto ai danni dei suoi lettori e soprattutto delle sue lettrici, si stava già facendo perdonare con una nuova collana di saggistica, dedicata soprattutto al decennio ’68-’77, in cui si trovano autentiche chicche per gli appassionati del genere (tra cui la sottoscritta).
Ma il vero colpo di genio, quello che concede alla casa editrice il perdono eterno, riguarda proprio il terreno su cui la narrativa stava pericolosamente vacillando: la commedia al femminile.
E lo fa portando in libreria un’esordiente italiana di tutto rispetto, capace di scrivere finalmente un romanzo degno di questo nome: Maria Daniela Raineri.
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12. Luglio 2007

Recensione: Ehi, prof!
di Tullio Di Francesco

Copertina del libroSe vi passasse per la testa di chiedere a Frank McCourt come mai sia arrivato alla professione di scrittore in così tarda età, be’… lasciate pur perdere, poiché la risposta la trovate nel prologo al suo nuovo romanzo, Ehi, prof!: «Nel mondo dell’editoria, il sottoscritto è un principiante a scoppio ritardato, un maturo novellino, l’ultimo arrivato. Il mio primo libro, Le ceneri di Angela, è uscito nel 1996, quando avevo sessantasei anni; il secondo, Che paese, l’America, nel 1999, quando ne avevo sessantanove. È già un miracolo che riuscissi a tenere la penna in mano. Certi miei nuovi amici (acquisiti di recente grazie all’ascesa nelle classifiche) hanno pubblicato un libro prima dei trent’anni. Dei pivelli. Ma com’è che ci hai messo tanto? Insegnavo, ecco com’è. Non all’università, dove uno ha tutto il tempo per scrivere e dedicarsi ad altri svaghi, ma in quattro diverse scuole superiori di New York. (In alcuni romanzi che ho letto, i professori universitari sembravano sempre così presi dall’adulterio e dalle faide accademiche che non si capiva dove trovassero il tempo per fare qualche ora di lezione). Quando hai cinque classi di liceali al giorno, per cinque giorni alla settimana, non sei tanto propenso a tornare a casa, sgombrare la mente e vergare una prosa immortale. Dopo una giornata così hai la testa che rimbomba della cagnara dell’aula.»
Parole sante, vecchio mio, parole sante… Leggi articolo completo…