Se vi passasse per la testa di chiedere a Frank McCourt come mai sia arrivato alla professione di scrittore in così tarda età, be’… lasciate pur perdere, poiché la risposta la trovate nel prologo al suo nuovo romanzo, Ehi, prof!: «Nel mondo dell’editoria, il sottoscritto è un principiante a scoppio ritardato, un maturo novellino, l’ultimo arrivato. Il mio primo libro, Le ceneri di Angela, è uscito nel 1996, quando avevo sessantasei anni; il secondo, Che paese, l’America, nel 1999, quando ne avevo sessantanove. È già un miracolo che riuscissi a tenere la penna in mano. Certi miei nuovi amici (acquisiti di recente grazie all’ascesa nelle classifiche) hanno pubblicato un libro prima dei trent’anni. Dei pivelli. Ma com’è che ci hai messo tanto? Insegnavo, ecco com’è. Non all’università, dove uno ha tutto il tempo per scrivere e dedicarsi ad altri svaghi, ma in quattro diverse scuole superiori di New York. (In alcuni romanzi che ho letto, i professori universitari sembravano sempre così presi dall’adulterio e dalle faide accademiche che non si capiva dove trovassero il tempo per fare qualche ora di lezione). Quando hai cinque classi di liceali al giorno, per cinque giorni alla settimana, non sei tanto propenso a tornare a casa, sgombrare la mente e vergare una prosa immortale. Dopo una giornata così hai la testa che rimbomba della cagnara dell’aula.»
Parole sante, vecchio mio, parole sante… Leggi articolo completo…