Posted by Marco Onorato | Posted in Venezia 2008 | Posted on 10-09-2008
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In un festival chiusosi con gli equilibrismi diplomatici della premiazione e le goffe esternazioni di Wenders la più grande verità è stata probabilmente detta da Marco Mà¼ller, allorché, per difendere se stesso e i propri collaboratori dalle critiche per il livello del concorso, ha allargato le braccia affermando che una kermesse come quella veneziana fotografa semplicemente l´attuale panorama del cinema internazionale.
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Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Venezia 2008 | Posted on 09-09-2008
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Marco Mueller e i suoi selezionatori ce l’hanno fatto sudare, quest’anno, il Leone d’Oro. E’ arrivato all’ultimo giorno utile, con l’ultimo film in concorso, di quel Darren Aronofsky che già una volta aveva deluso con il suo onirico ma troppo kitsch e sconclusionato The Fountain. E invece eccolo che, con l’unico film davvero completo di tutta la rassegna, arriva e sbaraglia ogni pronostico, ogni sondaggio tentato nei giorni precedenti.
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Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Cinema, Venezia 2008 | Posted on 08-09-2008
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Il papà di Giovanna è il ritratto impietoso di un debole, un uomo che si annulla nella sua condizione di padre, disposto a sacrificare i ruoli di marito e insegnante per dedicarsi anima e corpo all’amore, cieco e distorto per la figlia. Quel poco che Pupi Avati ci dice dell’ennesimo suo protagonista perdente serve solo a completare il quadro di squallore che avvolge il personaggio interpretato da Silvio Orlando, artista mancato a cui non resta che rovesciare illusioni sulla figlia non all’altezza. Giovanna, infatti, è una ragazza timida e bruttina, incapace di intessere normali relazioni sociali o di divertirsi come i propri compagni. E a nulla valgono le iniezioni di autostima che il padre le infligge quotidianamente, o gli aiuti non sempre leciti che lui si sforza di darle. A completare il non idilliaco quadretto di famiglia c’è la madre Delia, impersonata dall’algida Francesca Neri, relegata nel ruolo di bella principessa intoccabile e intoccata, esclusa da ogni discorso o gesto d’affetto, eppure figura positiva e integra nella propria solitudine.
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Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Cinema, Venezia 2008 | Posted on 06-09-2008
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Un giorno perfetto è, con termine antifrastico, il periodo di ventiquattro ore in cui vediamo scorrere la vicenda di Antonio ed Emma, separati con due figli. Lui, ex poliziotto e ora guardia del corpo di un politico rampante, non l´ha ancora superata: è in terapia da uno psicologo ma spia il nucleo famigliare sottocasa. Lei fa la telefonista in un call center e vuole apparire più giovane di quello che è per mantenere il lavoro, ma trucco e vestiti le danno un´aria grottesca. Dei due figli, Kevin va ancora alle elementari, mentre Valentina è nell´età critica del pieno sviluppo adolescenziale e non ha ancora superato il trauma della separazione. Da alcuni atti dell´uomo, è chiaro che Antonio è prossimo ad un gesto estremo, e le cose precipitano proprio quella sera quando porta i figli a casa sua malgrado l´inquietudine di Emma. Attorno a loro ruotano le vicende di personaggi che si avvicinano o entrano nelle loro vite…
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Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Cinema, Venezia 2008 | Posted on 05-09-2008
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Esce oggi nelle sale Il seme della discordia, di Pappi Corsicato, in concorso. Qualche maligno ha insinuato che questa coincidenza sia il motivo per cui è stata annullata la proiezione stampa del film prevista per ieri sera. Se fosse vero ci sarebbe da ridere, dato che l´opera non ha nulla da temere dal giudizio del pubblico. E´ infatti divertente, per non usare l´abusato esilarante, ma anche capace di ammiccare a un pubblico snob, con citazioni e rimandi a film cult, non troppo ricercati ma sicuramente amati, come Kill Bill e Via col vento.
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Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Cinema, Venezia 2008 | Posted on 04-09-2008
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E´ abbastanza pacifico il giudizio che negli ultimi due giorni si sia visto il primo vero titolo papabile di quest´edizione. Se poi sia solo un nome da bruciare non è dato saperlo. Resta il quasi unanime parere sulla bellezza di un film che sa narrare la storia di un uomo che lotta per i propri ideali senza trasformarlo in un facile eroe.
Chi è finalmente riuscito a emozionare è Teza, dell´etiope Haile Gerima, da sempre impegnato nella produzione di opere, soprattutto documentaristiche, sulla storia del proprio paese. Questa volta, invece Gerima si presenta con un film narrativo, che segue il percorso di Anberber, nome che significa guerriero, da attivista politico impegnato nella lotta per instaurare una repubblica socialista in Etiopia, a dissidente costretto all´esilio in Germania, a scienziato che vuole dedicare la propria vita alla cura di tutte le malattie che affliggono la sua patria. Per questo è disposto a tornare e rischiare anche la pelle, mettendo in discussione ciò che di buono era riuscito a costruirsi in terra straniera. E il ritorno significa anche confronto con l´immobilità del mondo rurale in cui è nato, un mondo ancora patriarcale e superstizioso, oppresso da millenni di cicli ripetitivi oltrechè dal nuovo regime che vuole portare i suoi figli in un´ennesima guerra civile.
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Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Cinema, Venezia 2008 | Posted on 02-09-2008
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Continua il concorso, e non passa giorno che non si discuta. I film fanno parlare di sé, dividono quasi nettamenta la platea. Pochi i giudizi unanimi, se non che non ci sono film che fanno impazzire.
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Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Cinema, Venezia 2008 | Posted on 01-09-2008
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Tre è il numero perfetto, e tre sono i film italiani in concorso, nonostante il regista di Birdwatchers – La terra degli uomini rossi, Marco Bechis sia italiano solo per metà . L´autore di Hijos e Garage Olimpo presenta ancora una volta una storia impegnata socialmente: un gruppo di indios abbandona la riserva loro assegnata per occupare quella che era la loro terra, e che ora appartiene a un ricco possidente bianco. Questa scelta, però, non può restare senza conseguenze. Da un lato l´integrità delle tradizioni, incarnata dalla figura dello sciamano, dall´altro la dura realtà da affrontare, fatta di decadenza alcolica e povertà . Nulla può essere puro come un tempo, e il malocchio che sembrava aggirato incombe.
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Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Cinema, Venezia 2008 | Posted on 01-09-2008
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Ponyo è la pesciolina dal pancino tondo figlia dello stregone dei mari Fujimoto e della dea marina Gran Mamare. Ponyo conosce Sosuke, un bambino che vive sulla scogliera con la mamma Lisa e il padre marinaio quasi sempre in mare, e ne assaggia il sangue che fuoriesce da una piccola ferita. Il DNA di Ponyo subisce una trasformazione e la pesciolina diventa sempre più umana. Il padre, che l´ha strappata a Sosuke, non permette la trasformazione, ma Ponyo fugge in una notte di tempesta versando nei mari l´elisir dello stregone. La mattina seguente il mondo è coperto d’acqua e tornato alla preistoria. A Fujimoto e a Gran Mamare non resta che decidere se riportare Ponyo nel suo ambiente o rendere definitiva la sua trasformazione…
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Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Cinema, Venezia 2008 | Posted on 31-08-2008
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Bisogna dirlo forte. Il secondo film italiano in concorso è quantomeno degno di esserci. Pupi Avati ha trovato una storia intimista e allo stesso tempo capace di interessare e riguardare tutti, perché tutti siamo stati figli, se non anche genitori. Il papà di Giovanna è il ritratto universale di una famiglia male assortita, nonostante gli sforzi di amore da ogni parte.
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