12. Settembre 2007

Venezia 64 - Vincitori e vinti
di Davide Verazzani

ang-lee-vincitore.jpgOra che qualche giorno è passato, si possono fare considerazioni sui premi distribuiti alla 64° Mostra del Cinema che si è conclusa sabato scorso che non siano improntate a catastrofismi o indignazioni a volte puerili; tali sono sembrate la polemica sterile innescata dal francese Kechiche, che ha ritenuto il Premio Speciale un riconoscimento modesto alla sua opera, accettato solo perché consegnatogli dalle mani della connazionale Breillat (gli vorremmo solo ricordare che anni fa Zhang Ymou accettò con gioia un “semplice” Leone d’Argento a La storia di Qiu Ju, così come, anche se un po’ più ironicamente, fece qualche anno dopo Kusturica con Gatto nero, gatto bianco, che avrebbe certo meritato maggior fortuna), e le levate di scudi di molta stampa contro il Leone d’Oro assegnato a Lust, caution di Ang Lee, e soprattutto contro la gestione di Muller, noto sinologo, che in 4 anni ha consegnato tre massimi premi ad autori di origine cinese (di cui due allo stesso, per l’appunto Ang Lee).
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08. Settembre 2007

Venezia 64: le parole chiave sono “padre” e “colpo di pistola”
di Ludovica Gazzè

Che la sessantaquattresima edizione della mostra del cinema fosse all’insegna del western è noto ai più. Una rassegna dedicata a quelli nostrani, un Brad Pitt in versione Jessie James e un remake giapponese dell’italiano Django in cui recita Quentin Tarantino sono cose che non sfuggono. Ma quello che più colpisce lo spettatore non sono tanto le risse nei saloon e gli spari fragorosi, quanto piuttosto una certa atmosfera da far west d’altri tempi che si è respirata nelle sale del Lido.
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07. Settembre 2007

Recensione: The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford di Andrew Dominik - Venezia 64 - In concorso
di Tullio Di Francesco

Brad Pitt nei panni di Jesse JamesLa banda di Jesse James è allo sbando. Per le sue rapine il celebre fuorilegge deve ricorrere a rubagalline raccogliticci, nessuno che valga un soldo bucato, tutti pronti a tradirlo per la taglia che pesa sulla sua testa. Gli unici con i quali Jesse instaura un rapporto più complesso sono i fratelli Ford, Charley e Robert. Quest’ultimo, il più giovane, nutre fin da bambino un’autentica ossessione per il bandito: colleziona e legge tutti i romanzi pubblicati su di lui, ne cerca il consenso, lo imita in pose e atteggiamenti. Anzi, piuttosto che essere come lui, vorrebbe essere lui. Jesse, però, è ombroso, sospettoso, incline ad attacchi d’ira repentini per quanto violentissimi, il loro è un rapporto d’amore e odio che oscilla continuamente tra paura, prevaricazione e rancore. È quasi un atto di legittima difesa e liberazione quello che porta i due fratelli (Robert, nello specifico) a sparare alle spalle al loro compagno. L’assassinio e la conseguente fama non porterà fortuna ai due fratelli Ford… Leggi articolo completo…

Recensione: Il dolce e l’amaro di Andrea Porporati e L’ora di punta di Vincenzo Marra - Venezia 64 - In concorso
di Davide Verazzani

Fabrizio Gifuni e Luigi Lo CascioUn’inedita recensione in coppia, per accomunare due film italiani che sono stati presentati a Venezia, in concorso, un giorno dopo l’altro, che hanno ben poco a che spartire l’uno con l’altro ma che si possono considerare le due facce di una stessa medaglia.
Il primo, Il dolce e l’amaro, diretto dal quasi esordiente Andrea Porporati (che vanta una solida esperienza di sceneggiatore per fiction tv), narra l’ascesa del giovane Saro Scordia da picciotto, figlio di uomo d’onore, a mafioso rispettato nella Palermo degli anni ’80: la parabola del giovane comprende omicidi, rapine, una storia d’amore tormentata con una bella maestra, l’amicizia vera con un coetaneo che sceglierà di diventare giudice e quella dovuta con l’imbelle figlio del suo padrino, fino alla consapevolezza dell’assurdità delle regole mafiose e alla fuga verso il Nord.
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05. Settembre 2007

Considerazioni nel mezzo del cammin
di Sara Sagrati

Finita la prima settimana si possono iniziare a tracciare alcuni temi comuni tra i film presentati e iniziare a stendere dei bilanci. Certamente è impossibile non accorgersi dell’alto contenuto erotico di molte delle pellicole presentate, ma anche altrettanto evidente il contatto con la realtà: la guerra, il concetto di patria, il significato di famiglia e il cambiamento del mondo del lavoro. Riflessioni comuni affrontate da punti vista differenti e attraverso linguaggi nuovi: l’evidente presenza in molti film di telecamere, telefonini e internet, infatti, sembrerebbe quasi dimostrare che il cinema riesce più a inseguire il sogno di raccontare la realtà, ma è diventato schiavo di immagini che riproducono solo altre immagini. Eppure lunedì non è andata così: non si fa in tempo a stabile un punto fermo che subito quello viene smentito! Leggi articolo completo…

Divi, divine e tradizione
di Sara Sagrati

“E’ arrivato, è arrivato!”Ragazzine, giovani donne e attempate signore hanno invaso il Lido domenica scorsa per l’arrivo di Brad Pitt. L’uomo più sexy del mondo ha richiamato al Lido centinaia di fan, sopratutto giovanissime, che fin dal mattino avevano preso posto di fronte alla passerella in attesa di poter vedere il loro idolo. Una faticaccia, ma la giornata era ricca e l’attesa è stata ammazzata bene grazie all’arrivo di Ewan McGregor e Colin Farrell.
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Recensione: Le graine et le mulet di Abdellatif Kechiche - Venezia 64 - In concorso
di Davide Verazzani

Il cast del filmIn una località marina del sud della Francia, un anziano lavoratore, di origine algerina, dei cantieri navali viene licenziato a causa della sua ormai scarsa produttività. E’ il momento buono per fare i conti con i propri sogni e le proprie aspirazioni, e investire la liquidazione nella risistemazione di un barcone abbandonato sul molo e la sua trasformazione in ristorante specializzato in cous-cous di pesce. Per fare questo, l’uomo chiede aiuto ai membri delle sue due famiglie: quella originaria, composta da un’ex moglie, ottima cuoca dal cuore d’oro ma ipocritamente legata ai valori tradizionali, e da una vagonata di figli e nipoti, quasi tutti con ben poche qualità, e quella successiva, composta da una compagna svogliata, proprietaria di un piccolo hotel, e dalla figlia di lei, una bellissima adolescente sveglia e volenterosa.
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04. Settembre 2007

Ho visto cose che voi cinefili non potete neanche immaginare…..
di Sara Sagrati

blade-runner.jpgChe giornata, sabato scorso! Nel giorno tendenzialmente con la maggior affluenza nelle sale, il Festival propone scelte per tutti i gusti, grandi divi ed un evento davvero speciale, per non dire “finale”. In occasione del 25° anniversario dell’uscita di Blade Runner, infatti, in Sala Grande è stata proiettata a mezzanotte l’ennesima rivisitazione del capolavoro di Ridley Scott: Blade Runner – Final Cut.
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Recensione: I’m not there di Todd Haynes - Venezia 64 - In concorso
di Davide Verazzani

Locandina di I’m not thereLa vita di Bob Dylan, dagli esordi nel Greenwich Village alla metà degli anni ’70, attraverso l’incontro con i Beatles, la svolta rock a Newport nel 1964, la scoperta della religione e del misticismo. Questa è la sinossi del ponderoso film con cui Todd Haynes partecipa al concorso veneziano: forzatamente asciutta e con pochi fronzoli, a parlarne. Ben diversa invece, nell’approccio e nella realizzazione…
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Recensione: Cassandra’s Dream di Woody Allen - Venezia 64 - Fuori concorso - Venezia maestri
di Tullio Di Francesco

Ewan McGregor e Colin Farrell in Cassandra’s DreamLa prima volta che li incontriamo, Ian e Terry sono intenti a comprare una barca: la chiameranno “Cassandra’s Dream”. È il simbolo evidente, per i due fratelli, della voglia di fuggire da una realtà di ristrettezze economiche, con un padre che gestisce con difficoltà un ristorante –reduce da un infarto e da un fallimento –, e una madre che rinfaccia loro continuamente il successo del fratello, chirurgo plastico con cliniche sparse un po’ in tutto il mondo. Ian aiuta il padre nella gestione del ristorante ma progetta grossi investimenti per il futuro, inoltre ha appena conosciuto Angela, una giovane attrice molto attraente che vuole sfondare nel cinema. Terry, invece, lavora in un’autofficina ma ha il vizio del gioco, pericoloso in un giovane che vuole comprare casa con la compagna. Fortuna che la famiglia è legata da un affetto molto profondo, e può contare sull’aiuto economico dello zio Howard per uscire dalle difficoltà. Finché, un giorno, è proprio lo zio a chiedere un favore ai nipoti, ed è un favore di quelli grossi, la cui esecuzione comporta l’ergastolo, nel caso si venga scoperti. Ian e Terry devono prendere una decisione ben sapendo che il rifiuto significherebbe essere banditi dallo zio. È proprio a bordo del “Sogno di Cassandra” che si giocherà la battuta finale del loro dramma… Leggi articolo completo…

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