Cosa voglio di più
di Davide Verazzani
Anna lavora in un ufficio ed è da tanti anni la compagna di Alessio, un uomo buono e gentile. E’ brava nel suo lavoro, ed è in apparenza una donna felice e appagata. Domenico lavora sottopagato per un’azienda di catering, è sposato con Miriam e ha due figli piccoli. E’ bravo nel suo lavoro, ma ha grossi problemi economici e non è felice. Anna e Domenico si incontrano. Per caso, come sempre accade. E scoppia una passione dirompente, che li costringerà a mettersi di fronte allo specchio delle proprie vite e a compiere scelte finalmente definitive.
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Dopo la morte per annegamento del suo fido aiutante, l’ex premier britannico Adam Lang si trova costretto a sostituire il “ghost writer” che lo aiuterà a scrivere la sua autobiografia, per cui una casa editrice americana ha sborsato un patrimonio in diritti d’autore. La scelta cade su un anonimo scrittore inglese, che raggiunge Lang in un’isola al largo degli Stati Uniti, dove l’uomo politico sta svolgendo un tour per raccogliere fondi per la sua fondazione. Ma la situazione cambia improvvisamente: Lang viene accusato di crimini di guerra per aver fatto rapire e torturare alcuni presunti terroristi islamici sul territorio inglese durante il conflitto in Iraq, la moglie di Lang è in preda allo sconforto per le accuse e per la presenza sfrontata dell’amante del marito, e anche la morte del primo scrittore non è così cristallina come appare…
Tommaso, giovane rampollo della salentina famiglia Cantone, proprietaria dell’omonimo pastificio, torna a casa da Roma (dove è, in teoria, studente di economia) per partecipare a una importante cena durante la quale si suggellerà l’accordo con un nuovo socio e si certificherà la successione nell’azienda. Il giovane vorrebbe approfittare della situazione per fare outing, dichiarando la sua omosessualità, ma un imprevisto lo obbligherà a rinunciare al suo piano e rimanere a Lecce per alcune settimane…


Il documentario di Banksy, street artist inglese ormai famoso in tutto il mondo, su uno sconosciuto che voleva fare un documentario su di lui é un archivio dell´arte piú contemporanea che ci sia, ma presto si trasforma, anche, in una riflessione sul mercato e sul valore, nonché sulla valutazione, dell´arte.
Il programma di Berlino è talmente fitto che ogni film è un azzardo: la scelta di una pellicola implica la rinuncia a un’altra in contemporanea, e il catalogo, con le sue scarne sinossi, non basta per un aiuto definitivo.
La Berlinale é il pubblico delle serate di gala, del tappeto rosso e delle star che firmano autografi. Ma é anche la folla di coraggiosi berlinesi, con qualche turista incurante del nevischio e del freddo, che venerdí sera si é trovata davanti alla porta di Brandeburgo, diventata megaschermo per l´occasione. E che occasione: la proiezione della versione restaurata di Metropolis, in collegamento con il Friedrichstadtpalast, dove un´orchstra sinfonica suonava la musica del film. Momenti che solo a un festival cosí possono capitare.