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Germana (Stefania Rocca), un’esuberante attrice disoccupata madre di una ragazzina, Monica, ha una relazione col maturo avvocato Massimo, sposato con prole disposto a mantenere l’amante. Gianmarco e Antonia sono una giovane coppia sposata con un bambino, mentre Elisabetta è una bravissima e un po’ rigida dottoressa sposata con Aldo.
A ridosso di vacanze in Sicilia in occasione del matrimonio di uno zio di Elisabetta, i destini di queste persone si intrecciano e un po’ di nodi vengono al pettine.
C’è poco da dire di questa ennesima commedia sentimentale italiana, che non brilla certo per originalità. Il marito gay, la famigliola perfetta che nasconde le sue pecche, l’attrice sognatrice e madre irresponsabile ma simpatica, la famiglia meridionale presso cui ci si rifugia o ci si sente controllati (che ricorda tanto Mine vaganti di Ozpetek) sono clichè già visti, e troppo spesso sfruttati nel nostro cinema, che potrebbero por4tare a risultati accettabili se mischiati a una sceneggiatura solida e a recitazione adeguata. Purtroppo le prove attoriali, tranne quella di Stefania Rocca, sono al di sotto della sufficienza, e pure la sceneggiatura non cattura, risultando abbastanza prevedibile.
Dovrebbe essere centrale il tema della donna esuberante e frivola che fa sciogliere la rigida professionista monogama, ma anche questo è trattato con superficialità.
Rimane la compiutezza di un prodotto girato con professionalità, piatto ma perlomeno, a suo modo, ritmato.
Un film vedibile, ma non consigliabile.
A ridosso di vacanze in Sicilia in occasione del matrimonio di uno zio di Elisabetta, i destini di queste persone si intrecciano e un po’ di nodi vengono al pettine.
C’è poco da dire di questa ennesima commedia sentimentale italiana, che non brilla certo per originalità. Il marito gay, la famigliola perfetta che nasconde le sue pecche, l’attrice sognatrice e madre irresponsabile ma simpatica, la famiglia meridionale presso cui ci si rifugia o ci si sente controllati (che ricorda tanto Mine vaganti di Ozpetek) sono clichè già visti, e troppo spesso sfruttati nel nostro cinema, che potrebbero por4tare a risultati accettabili se mischiati a una sceneggiatura solida e a recitazione adeguata. Purtroppo le prove attoriali, tranne quella di Stefania Rocca, sono al di sotto della sufficienza, e pure la sceneggiatura non cattura, risultando abbastanza prevedibile.
Dovrebbe essere centrale il tema della donna esuberante e frivola che fa sciogliere la rigida professionista monogama, ma anche questo è trattato con superficialità.
Rimane la compiutezza di un prodotto girato con professionalità, piatto ma perlomeno, a suo modo, ritmato.
Un film vedibile, ma non consigliabile.



