In evidenza

E ora parliamo di Kevin

We need to talk about Kevin – Regia: Lynne Ramsay – Con: Tilda Swinton, John C. Reilly,Jasper Newell, Ezra Miller – Sceneggiatura: Lynne Ramsey, Rory Kinnear – Fotografia: Seamus McGarvey – Scenografia: Judy Becker – Produzione: Jennifer Fox, Luc Roeg – Basato...

Continua a leggere...

Crazy, stupid love

Posted by Davide Verazzani | Posted in Cinema | Posted on 16-09-2011

0

crazy stupid love Crazy, stupid love

Steva Carell e Ryan Gosling

Cal è un tranquillo quarantenne sposato da più di 20 anni con la fidanzatina del liceo, Emily. La crisi dei quarant’anni porta la moglie ad avere una relazione con un collega, e i due decidono di separarsi. A Cal crolla il mondo addosso, e gira per i bar ad ubriacarsi, ma trova aiuto nel fascinoso Jacob, un playboy misterioso conosciuto per caso, che prova a far uscire Cal dallo stato di abbruttimento in cui sta cadendo. Le cose migliorano, ma l’amore e il destino sono sempre in agguato…

Come prima produzione della neonata Carousel, i proprietari Denise Di Novi e Steve Carell (anche protagonista del film) sono andati sul sicuro, e pure sul facile oseremmo dire: una sceneggiatura semplice, dai meccanismi più che oliati, in cui gli incastri siano al punto giusto e i personaggi abbozzati secondo manuale, un cast di attori ben amalgamato e facilmente riconoscibile nel ruolo (anche se ci piacerebbe che Ryan Gosling provasse a cambiare espressione, almeno ogni tanto, e che a Marisa Tomei dessero meno parti da ninfomane), una regia pressocchè inesistente ma funzionale. Ecco, tutto troppo semplice. Pochi sussulti fino al colpo di scena finale, almeno un paio di scene interessanti (la scazzottata nel giardino, la serata di sesso che si trasforma in racconti e risate) e una trama che riesce a riunire i personaggi, alla fine, senza usare gli schemi delle coincidenze temporali ma solo il clichè della riunione di famiglia; qualche risata qui e là, ma anche appisolamenti in una parte centrale decisamente troppo stiracchiata, e un finale consolatorio e, come molti film americani, basato su un sermone del pater familias che riconcilia i personaggi, fino a quel momento dispersi. Se poi vogliamo addentrarci in un’analisi sociologica, dobbiamo dire che la figura del gaglioffo redento e del padre di famiglia noiosetto che diventa improvvisamente uno sciupa femmine solo facendo shopping ci hanno francamente stufato: oltre che poco credibili, sono l’emblema di una società che non esiste, basata su valori morali che vorrebbero esser tradizionali ma che ci sembrano invece di dubbio gusto, alla base dello sfacelo etico-politico in cui versiamo. Ma questo, ne siamo certi, sia Carell che lo sceneggiatore Dan Fogelman non l’avevano messo in conto. Per cui, accontentiamoci: al rientro dalle ferie, una commediola di bassa lega, facilmente perdibile: in attesa dei colpacci della nuova stagione, possiamo pure starcene a casa senza prendere il caldo, inopinato, di una coda estiva fin troppo lunga.

VN:R_U [1.9.10_1130]
Rating: 2.0/5 (1 vote cast)
VN:F [1.9.10_1130]
Rating: 0 (from 0 votes)
Crazy, stupid love, 2.0 out of 5 based on 1 rating

Write a comment

i migliori Annunci Escort e Trans d'Italia