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Roger Donaldson appartiene a quel novero di di registi australiani che, molto prima di Peter Jackson, sbarcato a Hollywood già negli anni Ottanta, ha messo la sua professionalità al servizio di film che, tra alti e bassi, sono sempre riusciti a difendersi al botteghino, soprattutto al sapiente apporto delle giuste star (Il Bounty – versione 1984, Senza via di scampo, Cocktail, Cadillac Man,The Getaway – versione sciagurata 1994, Specie mortale, Dante’s Peak, Thirteen Days, La regola del sospetto). Torna oggi con una pellicola incentrata su un cliché che è un classico nel cinema americano e che ci ha già fornito titoli memorabili e, spesso, al cardiopalma: l’uomo comune preso nelle spire di intrighi più grandi di lui. Per farlo, non a caso, si affida all’appeal di divi come Nicolas Cage (che per una volta, a dire il vero, sembra pure in parte e si fa perdonare i molti titoli – ad esclusione di Kick-Ass – puramente alimentari degli ultimi anni) e al sempre grande Guy Pearce. E non nasconde richiami al cinema complottistico e giustizialista degli anni Settanta (I tre giorni del Condor, Il giustiziere della notte, Una 44 magnum per l’ispettore Callaghan), se non addirittura a Condannato a morte per mancanza di indizi e The Game.
Salvaguardata però la mano professionale di Donaldson che si rivela in alcuni inseguimenti rocamboleschi e nell’ambientazione in una New Orleans (ancora!!!) reale e diversa dalla solita oleografia vuduistica, il divertimento scema e si incarta su una sceneggiatura del semi-esordiente Robert Tannen che ha più di un punto oscuro nel definire il protagonista, ma in generale l’evoluzione psicologica di questa giovane coppia piccolo-borghese. Già nelle implicazioni morali del nostro Nick, opportunista e ruffiano nell’accettare il patto con il diavolo quando sono gli altri a doversi sporcare le mani, e pieno di scrupoli quando deve agire in prima persona per ripagare il fio: come a dire che va tutto bene finché la cacca rimane fuori dalla porta di casa. Tentativo di una qualche critica sociale? Subito smentita dalla trasformazione eroistica del mite prof in un investigatore-agente segreto tra Dick Tracy e Jason Bourne, e della moglie Laura in una pistolera agli antipodi dalla vittima sacrificale. Se questo film insegna un paio di cose, una, come il recente The Next Three Days, è guardarsi dagli apparentemente pacifici professori di letteratura; l’altra è tornare a godersi i classici del genere. A partire da Intrigo internazionale di Hitchcock.



