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Nel 2067 una anziana donna di origine cecena di nome Milana incomincia a raccontarci di quando, all´età di dieci anni, viveva a Parigi e si divertiva con la sua “banda” di amici e compagni di classe. Milana era perfettamente integrata nel suo piccolo gruppo di amici composto da alcuni bambini francesi, da lei stessa, e da altri bimbi stranieri, fra i quali Youssef, repentinamente rimpatriato con la famiglia per mancanza di documenti. Per non “perdere” anche Milana, i bambini, aiutati da Cendrine, la liberale madre di uno di loro, organizzano in autonomia un modo di protestare tutto loro, riuscendo a smuovere giornali e opinione pubblica.
Tutti per uno, girato dal regista engagé Romain Goupil, è un film delicato ma incisivo che tratta temi importanti in maniera toccante e divertente.
Per prima cosa abbiamo la prospettiva quasi del tutto infantile sulla realtà ; i bambini della “banda” sanno che forze più grandi di loro potrebbero far allontanare Milana, ma decidono di trovare una loro soluzione al problema, tanto più che gli adulti sembrano incagliati in discussioni teoriche e sono tenuti a seguire regole apparentemente assurde. Solo Cendrine, pur non prescindendo dal suo ruolo di madre, sembra in reale contatto con le esigenze dei bambini ed è, a livello di idee, la più radicale nel sostenere i diritti dei sans-papier.
Ma il dibattito su questo tema, così attuale in questo periodo, rimane in un certo senso sullo sfondo, come del resto era precisa intenzione del regista. In primo piano abbiamo la forte amicizia che lega i bambini, il loro coraggio e la loro voglia di avventura, la loro freschezza nell´affrontare una vita da reclusi che, dopo i primi due giorni, incomincia a non essere più tanto divertente; vediamo poi la loro intelligenza strategica, che finisce per avere risultati veramente efficaci rispetto a quelli del mondo adulto.
Al centro del film Milana, una bambina forte ma anche molto dolce, che prova i primi sussulti dell´amore insieme al conflitto fra l´amore per la sua famiglia di origine e la fascinazione della maggiore libertà della famiglia francese di Blaise, gestita da una “Madre Coraggio”, come è stata definita, che non esita ad adottare per un periodo un bambina non sua e si porta in vacanza in Bretagna 6 o 7 bambini, gestendoli con invidiabile aplomb.
Finito l´episodio, i protagonisti trarranno le loro conclusioni dall´anno 2067. Perché questa scelta? Goupil dichiara di sentire l´esigenza di “tirarsi fuori dalla palude nauseabonda in cui ci troviamo in questo momento e che ci costringe a fare ragionamenti inaccettabili, a entrare in un dibattito che evidentemente tra 50 o 60 anni sarà considerato indegno”.
Da non perdere; perché è un film di grande intelligenza che fa sorridere e commuovere senza essere retorico o stucchevole. E perché dà la parola a una fascia di età in minoranza e tenuta a crescere in un mondo pieno di problematiche complesse.
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