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Lo stravagante mondo di Greenberg

Posted by Ilaria Loiacono | Posted in Cinema | Posted on 10-04-2011

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greenberg Lo stravagante mondo di GreenbergFlorence (Greta Gerwig) è una dolcissima venticinquenne iperattiva sempre pronta ad aiutare gli altri e poco propensa a pensare a se stessa. Nonostante la sua grande passione per il canto, le sue giornate scorrono freneticamente fra negozi, commissioni e la lussuosa villa di Phillip Greenberg e della sua famiglia, di cui è assistente personale. Quando l’allegra combriccola decide di partire per l’Europa, la casa viene occupata da Roger (Ben Stiller), fratello di Phillip, ex musicista da poco uscito da un ospedale psichiatrico a causa di un esaurimento nervoso, che passa le giornate a scrivere lettere di protesta e a costruire la cuccia in legno del cane Mahler….

Inizia così una strampalata conoscenza tra queste due anime inquiete e confuse in una Los Angeles più realistica che mai: da una parte Florence, con la sua adorabile goffagine, incapace di gestire i suoi sentimenti, ma sempre sincera con se stessa e con gli altri, ancora giovane si, ma sempre più consapevole del tempo che passa. Dall’altra Roger, quarantenne intelligente e bizzarro in piena crisi esistenziale, incapace di staccarsi da un passato ormai lontano e deciso a non fare più assolutamente nulla, che tenta di riallacciare rapporti con amici e conoscenti di quindici anni prima. Inutilmente però, poiché loro sono naturalmenti cambiati, maturati, la loro vita è andata avanti, mentre il nostro protagonista è rimasto indissolubilmente legato a un’idea di se ormai non più coincidente alla realtà . I due si scrutano, si abbracciano, si respingono e si aiutano in un incontro-scontro quasi schizzofrenico, circondati da una Los Angeles meravigliosamente illuminata da una luce chiara e leggera, con location ed esterni che riescono a farci percepire il modo di vivere quotidiano della gente, con le loro feste, i luoghi d’incontro, le atmosfere.
E così il protagonista (interpretato magnificamente da un Ben Stiller capace di rendere i tratti di un uomo nevrotico ma brillante e, in ogni caso, smarrito e bisognoso d’amore), che sembra incapace di evolversi e di guardare avanti, capisce pian piano che, abbandonando con coraggio le regole e le prigioni che da solo si è costruito, di motivi per essere felici e per andare avanti ce ne sono. Ed è inutile e spaventoso cercare per l’ennesima volta una via di fuga scappando in Australia con due ventenni euforiche. Specie se uno dei motivi per tentare di guardare in faccia la realtà  ha un nome, Florence, che (grazie alla recitazione assolutamente veritiera e gli occhi luminosi e sinceri di Greta Gerwig) ci risulta da subito adorabile e simpatica, con le sue insicurezze, la sua consapevolezza di vivere una vita che desidererebbe diversa ma, allo stesso tempo, con una strabordante voglia di vivere e di non mollare mai.
E così noi spettatori ci ritroviamo davanti a uno schermo che non sembra più uno schermo ma solo un vetro; un vetro trasparente da cui riusciamo a curiosare e appassionarci a questi due personaggi così ben caratterizzati, veritieri, forti e teneri, che riescono ad incontrarsi e a innamorarsi senza un briciolo di banalità  e retorica. Grazie al tocco leggero e discreto del regista Noah Baumbach, il film risulta del tutto realistico, con interpretazioni naturali e non scontate e una sceneggiatura semplice ma ben costruita, con dialoghi, pause, e espressioni capaci di regalarci una commedia che riesce sicuramente nell’intento di emozionare e commuovere. Da vedere.

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