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Rango

Posted by Clara Arosio | Posted in Cinema | Posted on 22-03-2011

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rango1 RangoA un simpatico camaleonte viene d´un tratto ribaltata l´esistenza. La sua teca, dove conduce una vita piuttosto monotona in compagnia di personaggi inanimati, viene sbalzata via dalla macchina di una famiglia a causa di un tamponamento e l´animaletto si ritrova solo nei pressi di un deserto. Viene però indirizzato al desolato paese di “Polvere” di cui, diventerà , quasi per caso, l´eroe e lo sceriffo.

Gore Verbinski, regista dei tre celebri film sui Pirati dei Caraibi e di The Ring, affronta per la prima volta un film di animazione. E lo fa in una maniera inconsueta, puntando molto sul realismo dell´ambientazione Western e delle movenze dei personaggi, ricalcate su quelle di attori veri e propri, come Johnny Deep, che fornisce la voce, ma non solo, a Rango. “Polvere”, apparentemente la tipica cittadina del selvaggio West, viene considerata dal regista quasi un altro personaggio del film, fatta com´è di bastoni di ghiacciolo, bombolette spray, vecchi pneumatici e tutto questo genere di cose. Particolare attenzione è stata infine data alla luce, studiata come se il film fosse girato realmente in esterni, dal direttore della fotografia nominato all´Oscar Roger Deakins. I personaggi sono animali e animaletti del deserto spesso discretamente ributtanti, ma, pur nella loro stranezza, risultano ben costruiti e simpatici; c´è un armadillo, una lucertola, un serpente a sonagli (ovviamente il cattivissimo), una tartaruga (il sindaco che dovrebbe essere equo e saggio) e molti altri.
Chi è appassionato del genere può trovare echi dei film di John Ford, Sam Peckinpah, Clint Eastwood, Tex Avery, Sergio Leone. Chi non lo è, rischierebbe forse in alcuni tratti di annoiarsi un po´, ma sarebbe sicuramente tenuto desto dall´ironia e dallo spirito che permea tutta la storia, senza cadere troppo negli stereotipi del western, o meglio rendendoli evidenti per dissacrarli con eleganza. A partire dal nome del neo-sceriffo, che prende spunto dal nome di una bibita, ma lo rielabora rendendolo solo più altisonante.
Rango è la storia di una ricerca di identità  da parte del piccolo camaleonte, che ha vissuto una vita falsata, chiuso in una teca e guardando reality show alla televisione, e che ora si trova a dover prendere in mano il suo destino (e non solo il suo!). Per darsi un tono si costruisce addosso un ruolo di eroe, e quindi ha anche il compito di salvare “Polvere” dalla siccità  e dalla rovina. Dunque trovare se stesso, trovare l´acqua (o quantomeno capire perché sia sparita) e, chissà , magari trovare anche l´amore. Certo non sono imprese facili, anche perché il progresso è dietro l´angolo, nel vero senso della parola, e il pistolero solitario difensore del West è a rischio di estinzione. Si parla dunque anche della difficile integrazione e coesistenza, ammesso che sia possibile, di passato e presente.
Il tutto, come si diceva, è narrato con un “umorismo stilizzato” veramente efficace e di cui, oltre al simpaticissimo protagonista, sono portatori gli scettici cantori della storia, le civette con chitarra e sombrero che danno Rango per “spacciato” già  dall´inizio della storia.
D´effetto la colonna sonora affidata al compositore Hans Zimmer, che ha messo insieme una partitura western intrecciata con musiche scritte dallo stesso Verbinski e con il motivo ricorrente dell´acqua.

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