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La vita facile

Posted by Ilaria Loiacono | Posted in Cinema | Posted on 07-03-2011

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la vita facile La vita facileLuca(Stefano Accorsi) è un medico altruista che ha deciso di operare in Kenya aiutando bisognosi in situazioni disastrate. Mario(Pierfrancesco Favino) e’ un chirurgo privato di Roma che ama la vita agiata e che decide di raggiungere l’amico in Africa fuggendo da imminenti avvisi di garanzia. Ben presto Ginevra (Vittoria Puccini) moglie di Mario, decide di raggiungere lui e il bel Luca, di cui è innamorata.

Lucio Pellegrini ci regala 100 minuti dolci, intensi e colorati. Già , perchè l’Africa con i suoi colori sfumati e caldi ci accompagna per tutto il film in modo delizioso, mai banale e soprattutto non retorico: un luogo difficile in cui però ci si sente a casa. Il regista non calca la mano,ha un tocco leggero: parlano per lui i suggestivi paesaggi del Kenya, i volti segnati e intensi della gente del posto e soprattutto i suoi personaggi, assolutamente ben riusciti.
La sceneggiatura non è prolissa, è elegante ma incisiva, tesa a rendere chiari i ruoli ricoperti dai tre personaggi principali. Un ottimo Pierfranceso Favino, al principio cinico e schizzinoso, riesce a strapparci il sorriso con i suoi modi di fare ingenui, che tradiscono l’aver vissuto sempre una vita troppo agiata per riuscire ad adattarsi alle consuetudini modeste del paese; tra scatti di nervi e atteggiamenti caricati tipicamente italiani, il nostro Mario risulta quasi una macchietta che risalta parecchio rispetto all’ambiente circostante. Stefano Accorsi rende bene l’immagine di un uomo con un grande cuore che, spinto dalla passione per il prossimo, decide di sacrificare una vita da privilegiato per dedicarsi alla gente che più ha bisogno di aiuto. Splendidi i suoi occhi sinceri e buoni per tutta la durata del film. Vittoria Puccini ha poche battute ma è perfetta nel rappresentare con i suoi atteggiamenti silenziosi, fatti di languidi sguardi, il modo di essere di Ginevra, che si rivelerà  essere una ragazza non sincera, non coraggiosa ma molto consapevole del suo fascino, con cui riesce ad ammaliare i due medici. Infine una menzione speciale va a un personaggio secondario (peccato), Camilla Filippi, medico che aiuta Luca in Kenya, che con il suo accento marcatamente veneto e il suo vero pancione in attesa, risulta essere sincera e tenera.
Pellegrini tiene accesa la nostra attenzione con un montaggio sveglio e dinamico intervallato da brevi e silenziose inquadrature fisse e ottimi piani sequenza. Diversi i primi piani dei personaggi e altrettanti i campi lunghi del caldo paesaggio rappresentato.
Un film delicato di respiro internazionale: sembra quasi di essere sospesi in un tempo non ben definito; siamo in Kenya certo, ma si ha come l’impressione di essere in un mondo totalmente a parte, dove però tutti ci ritroviamo. Come un tornare alle origini.
Questo paese, con grazia e dolcezza, fa da sfondo a un argomento che appartiene a tutti noi: il desiderio o la fuga da una vita facile. Spetta a ognuno di noi trovare un’interpretazione a questo film ben riuscito, che ha un finale del tutto a sorpresa.

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