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Nel Texas dei primi anni ´50 un giovane vice-sceriffo, Lou Ford, sembra essere il classico bravo ragazzo di provincia, dalla faccia pulita, disposto ad aiutare gli altri, con una fidanzata che lo ama. Ma la realtà è ben diversa da quella che appare in superficie, o quantomeno lo diventerà ben presto: Lou, incaricato di sfrattare una prostituta che ha una relazione col figlio del suo capo, viene subitamente catturato dal fascino della donna e dalla sua aggressività fisica, che ha un suo riscontro anche sul versante sessuale. La relazione sadomasochistica che si instaura con Joyce fa riaffiorare in Lou un passato di violenze subite, che evidentemente lo spingono verso una violenza “attiva”. Ecco quindi che il vicesceriffo rispettato da tutti si trasforma in un violento assassino, sulle prime insospettabile.
The killer inside me è tratto dal romanzo omonimo dello scrittore noir americano Jim Thompson, pubblicato nel 1952.
Un elemento che colpisce la nostra attenzione è sicuramente la narrazione in prima persona del protagonista-assassino. Questo espediente ci conduce nella mente di Lou, dominata dall´esigenza di violenza, da una parte, ma al tempo stesso con bisogni di affetto e riconoscimento, come è normale per ogni essere umano. Una seconda duplicità è quella di sentimenti che il vice-sceriffo prova per la prostituta Joyce, violenta ma dolce, vitale ma triste allo stesso tempo, e per la fidanzata Amy, impulsiva ma profondamente innamorata del ragazzo, inaspettatamente attratta dal sesso violento ma vista da tutti (e anche da se stessa) come “la ragazza della porta accanto”, quella da sposare e con cui mettere su famiglia.
Inquieta l´apparente impassibilità con cui Lou decide di uccidere persone che gli vogliono bene e la violenza brutale con cui si accanisce sulle donne, che ammazza a mani nude con pugni e calci; donne incredule e spaventate non solo per la violenza che stanno subendo, ma anche perché questa proviene dall´uomo amato. Il regista Winterbottom definisce questa storia paragonabile a una tragedia shakespeariana, con passioni straordinarie e una trama molto melodrammatica; ma ciò che gli interessa qui è il puro pulp: il sesso, la violenza “gratuita”, la mente criminale in un contesto inaspettato e la tendenza autodistruttiva insita nell´essere umano portata alle estreme conseguenze (come finisce di dimostrare il finale scioccante).
The killer inside me è un film ben recitato, con attori di rilievo (Casey Affleck, Jessica Alba, Kate Hudson) e una regia quasi teatrale e volutamente molto fedele al libro di Thompson, un autore che trae la linfa vitale che scorre in tutti i suoi romanzi dall´incontro tra Marx e Freud, e che esplora il capitalismo americano e i suoi mali calandosi negli orrori e nelle dissociazioni della mente umana
La colonna sonora a base di pezzi country-jazz stempera l´atmosfera di cruda violenza e richiama inequivocabilmente gli anni ´50.
Un film sui generis che scuote e spiazza. Se siete donne, preparatevi psicologicamente…certe scene sono dure da “digerire”.
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