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Italia, 2009. Un giovane portuale di Marghera muore sul lavoro; il collega Toni, sconvolto per l´accaduto, va in tv a un confronto con il ministro Gerardi, che si dovrebbe occupare di lavoro e sicurezza: l´esito non è dei migliori, ma almeno il giovane conosce Marilù, una giornalista sensibile e ancora piena di ideali. Toni incontra poi fortuitamente Pepe, istruttore Isef precario che aspetta vanamente una supplenza (ma lavora in un Autogrill), e Ramon, ombroso amico di Marilù appena uscito dal carcere. Insieme al cugino di Pepe, un “comunista” nostalgico che vuole vivere il ‘68 fuori tempo, tutti questi “sognatori perdenti”, si butteranno in un´impresa alla Robin Hood, con l´iniziale intenzione di aiutare la vedova del giovane portuale.
Figli delle stelle è un film di personaggi, di relazioni; è la storia di una strana convivenza forzata tra persone di diversa provenienza geografica e di diverso livello culturale, accomunate quasi esclusivamente dal loro sentirsi, “ancora” a 35 anni, precari e disorientati, senza un definito posto nel mondo. Peraltro anche il cast è eterogeneo, per esplicita scelta del regista Lucio Pellegrini: si va da Pierfrancesco Favino a Fabio Volo, da Claudia Pandolfi a Giuseppe Battiston, da Paolo Sassanelli a Giorgio Tirabassi; tutti bravi. In particolare si noti come Favino, di solito ombroso ed “ermetico”, interpreti qui un personaggio vivace e sanguigno, mentre Fabio Volo, al contrario, reciti “sottotono” rispetto ai suoi soliti ruoli, vestendo i panni di un giovane timido e insicuro. Dunque ecco che i cinque sognatori fin dall´inizio falliscono nel loro obiettivo, rapendo al posto dell´infido ministro la persona sbagliata: un sottosegretario di poca importanza, che oltretutto si occupa di sanità e non di lavoro. Ma il dado è tratto…l´impresa, in parte anacronistica e folle, porterà tutti i personaggi a misurarsi con se stessi e con la propria reale condizione sociale e esistenziale, ma li accenderà anche dell´ardore dei paladini “delle cause perse” che darà loro l´occasione per una rinnovata vitalità , che la disillusione aveva soffocato. Emblematica in questo senso la scena a cui la canzone “Figli delle stelle” fa da sfondo musicale.
L´ambientazione del film è inizialmente cittadina, ma si sposta poi in un piccolo paese della Valle d´Aosta dai paesaggi mozzafiato, i cui abitanti assumeranno un comportamento inaspettato ma “tristemente” realistico, almeno per quanto riguarda il finale della vicenda del rapimento.. Mentre i “nostri eroi” credono, nonostante tutto, in ciò che fanno, pur provando una sempre maggiore affinità umana col rapito che è al ministero, sì, ma si sente fuori posto anche lui.
L´opera di Pellegrini è una commedia molto divertente, a tratti grottesca, a tratti poetica e vagamente nostalgica, ma anche fortemente ancorata al nostro presente, e quindi con quel fondo amaro che si percepisce, si sente, quasi si tocca, quando si parla con un giovane (o un po´ meno giovane) italiano in questi tempi di precarietà e disagio sociale. Da vedere! Per ridere e riflettere.


