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Amabili resti

“Mi chiamo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo Susie. Avevo 14 anni quando fui uccisa, il 6 dicembre 1973.” Quale migliore incipit per la storia di una ragazzina da suburbio americano stroncata proprio nei suoi anni migliori da un serial killer vicino di casa, i cui amabili resti rinchiusi...

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Venezia 67- Vallanzasca

Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Cinema, Venezia 2010 | Posted on 06-09-2010

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vvallanzasca.miniatura Venezia 67  VallanzascaVallanzasca. Come riassumere la trama del film in una parola? Dall´infanzia all´ergastolo, almeno per ora, verrebbe da dire. Sull´intreccio non diciamo nient´altro, chè la vita di questo ladro è nota ai più, che seguivano le sue avventure anche con trepidazione, soprattutto le signore. E per chi non la conoscesse, invece, beh, questo film è divertente proprio perché non si sa mai cosa Renatino si inventerà .

Il film è fuori concorso e lì merita di stare. In qualche modo è la brutta copia di Romanzo criminale, di cui ricalca il modo di presentare i personaggi, appunto a partire dal´infanzia con gli amici, fino alla bella vita fatta di alcol e donne, e per qualcuno anche droga. Sarà  che le storie sono simili e si prestano a questa sovrapposizione, ma a questo punto il confronto è d´obbligo. Allora vengono alla luce le pecche sui personaggi minori, per nulla spiegati, in particolare quelli femminili. E anche la regia, piuttosto televisiva e senza spunti particolarmente memorabili.
In tutto questo spicca però Kim Rossi Stuart, tanto più per la differenza marcata con la sua interpretazione del Freddo, il capo della banda della Magliana. Questa volta si dà  a un ruolo più caricato, esagerando la gestualità  e l´accento, e riuscendo a trasformasi in un perfetto membro della Comasina.
Come il suo, anche gli altri personaggi sono caricati, in maniera però esasperata, finendo per essere identificati solo da una singola caratteristica, a tratti caricaturale. Così spariscono anche la bravura di Filippo Timi, ad esempio, eccessivo anche in un personaggio che lo sarebbe di per sé, e la qualità  di Valeria Solarino, nei panni di Consuelo, amata da Vallanzasca tra le tante che poteva avere, ma a cui noi non è dato sapere perché.
Detto questo il film è divertente, anche se è difficile dire quanto il merito sia di Michele Placido, e quanto invece di Renato Vallanzasca, che sicuramente viene qui mitizzato, anche se forse non ce n´era bisogno.

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