Venezia 67 – Somewhere
Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Cinema, Venezia 2010 | Posted on 03-09-2010
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Un attore holywoodiano, belloccio e di successo, soprattutto con le donne, si trova a doversi occupare per qualche giorno della figlia. La routine di Johnny non pare cambiare, ma sotto muscoli e tatuaggi qualcosa si muove.
Come per Lost in Translation, anche nell´ultimo lavoro di Sofia Coppola, la trama è ridotta all´osso. Il film avanza per dettagli, sguardi, e inquadrature delicate, che accarezzano i personaggi e i loro ambienti facendone intravedere le caratteristiche. Allo spettatore non viene spiegato molto. Gli tocca accontentarsi di questo sguardo, più che mai filtrato, che ci propone solo qualche momento di alcune vite che continuano senza che noi possiamo impadronircene.
Ancora una volta la Coppola mette tutta la propria delicatezza femminile al servizio di personaggi sospesi, insoddisfatti ma inconsapevoli. La sua estetica precisa e luminosa è un rinnovato piacere per gli occhi. Però, purtroppo, il film rischia di rimanere confinato nell´aggettivo carino, forse a causa di un finale un po´ insoddisfacente, ma soprattutto perché elude troppe domande di spettatori forse eccessivamente ficcanaso, ma solo perché stuzzicati. In altre parole, Sofia Coppola, ce ne siamo già accorti in passato, è brava a creare atmosfere. Questa volta, però, sullo sfondo perfetto non riesce a far spiccare una storia, o un personaggio, che meriti di stare davvero in primo piano.
Dopo Tokyo, la regista ci propone un ritratto della Los Angeles che conta, o che vorrebbe contare. Respiriamo l´eccesso e la puzza di alcol alle feste con Johnny. E anche lo smog sulle highway affollate di Suv e macchine col doppio tubo di scappamento. Dopo Versailles, la Coppola mette in scena un´altra corte, un altro carrozzone dei divertimenti. Ogni interno, ogni costume è studiato proprio come lo era il guardaroba di Maria Antonietta.
Con una novità . Si ride, si calcano i toni. E´ una risata da cabaret, a volte quasi da barzelletta sconcia. Adatta all´ambiente, insomma. Con un inserto girato in Italia che strizza l´occhio al pubblico nostrano perché centra in pieno il bersaglio dello spaghetti star system. La ragazza ha studiato, verrebbe da dire, o ha avuto degli ottimi suggeritori. E questo vale per tutto il film.


