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Un agente della polizia federale messicana perde tutto nell´inseguire il suo acerrimo nemico, anche a causa della corruzione imperante nel proprio paese. Senza più nulla da perdere, lo ritroviamo in Texas, dove però pare non riuscire a vivere come un qualunque operaio a giornata, perché la sua leggenda, sotto il nome di Machete, lo precede.
Dal nuovo lavoro di Robert Rodriguez ci si aspettava un evento, e così è stato. L´appuntamento con il film, presentato fuori concorso a mezzanotte della prima giornata di festival, ha fatto registrare il tutto esaurito, probabilmente anche per la presenza del regista e dei due protagonisti, Danny Trejo e Jessica Alba, che potrebbero fare a gara per numero di fan sfegatati. E nessuno è rimasto deluso, a giudicare dagli applausi.
Il film infatti è perfetto per diventare un cult: splatter con alcune soluzioni geniali, con una sceneggiatura precisa al metronomo. Rodriguez sa usare i mezzi del genere e asservirli alla sua creatività , e non è una novità per chi lo conosce.
Partiamo dalla trama. Il solito plot fatto di inseguimenti multipli e combattimenti con mezzi di fortuna è solo la base su cui il regista aggiunge tematiche politiche di grande spessore, come l´immigrazione messicana negli Stati Uniti e i meccanismi di lobby. Ma l´innesto sociale riesce a non risultare posticcio grazie ad alcune trovate stilistiche molto intelligenti, come i due spot elettorali inseriti all´interno del film.
E lo stesso vale per la sceneggiatura, fatta di battute a effetto che si rincorrono, a volte riuscendo a essere potenti in quanto rispondenti esattamente alle aspettative degli spettatori, altre superando addirittura le attese, almeno per irriverenza.
Per sublimare il divertimento Rodriguez ha poi scelto un cast stellare. E, di nuovo, riesce a stupire nell´uso dei suoi attori, a volte affidando loro ruoli che sembrano disegnati sulla loro pelle, e sulle loro cicatrici, verrebbe da dire, e altre lasciandoli liberi di uscire un po´ dai cliché in cui siamo abituati a vederli. E da quel che si vede, si divertono tutti.
Dal nuovo lavoro di Robert Rodriguez ci si aspettava un evento, e così è stato. L´appuntamento con il film, presentato fuori concorso a mezzanotte della prima giornata di festival, ha fatto registrare il tutto esaurito, probabilmente anche per la presenza del regista e dei due protagonisti, Danny Trajo e Jessica Alba, che potrebbero fare a gara per numero di fan sfegatati. E nessuno è rimasto deluso, a giudicare dagli applausi.
Il film infatti è perfetto per diventare un cult: splatter con alcune soluzioni geniali, con una sceneggiatura precisa al metronomo. Rodriguez sa usare i mezzi del genere e asservirli alla sua creatività , e non è una novità per chi lo conosce.
Partiamo dalla trama. Il solito plot fatto di inseguimenti multipli e combattimenti con mezzi di fortuna è solo la base su cui il regista aggiunge tematiche politiche di grande spessore, come l´immigrazione messicana negli Stati Uniti e i meccanismi di lobby. Ma l´innesto sociale riesce a non risultare posticcio grazie ad alcune trovate stilistiche molto intelligenti, come i due spot elettorali inseriti all´interno del film.
E lo stesso vale per la sceneggiatura, fatta di battute a effetto che si rincorrono, a volte riuscendo a essere potenti in quanto rispondenti esattamente alle aspettative degli spettatori, altre superando addirittura le attese, almeno per irriverenza.
Per sublimare il divertimento Rodriguez ha poi scelto un cast stellare. E, di nuovo, riesce a stupire nell´uso dei suoi attori, a volte affidando loro ruoli che sembrano disegnati sulla loro pelle, e sulle loro cicatrici, verrebbe da dire, e altre lasciandoli liberi di uscire un po´ dai cliché in cui siamo abituati a vederli. E da quel che si vede, si divertono tutti.


