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Il plot è ormai arcinoto. Alcuni giovani adolescenti di una cittadina americana sono perseguitati da incubi ricorrenti nei quali uno spaventoso figuro ustionato ed armato di lame-artiglio li insegue per scannarli. I sogni sono irreali, le ferite e le morti no: uno dopo l´altro, i giovani incontrano delle morti spaventose. Solo Nancy e il suo fidanzato trovano il coraggio di opporsi al sonno e combattere la creatura che si fa chiamare Freddy. Scoprono così che le ragioni della follia omicida del mostro risiedono nel passato loro e dei loro genitori…
Visto che prima o poi tocca a tutti, perché non rilanciare anche il buon vecchio Freddy Krueger, nato dalla penna e dalla cinepresa di Wes Craven nell´ormai classico Nightmare dal profondo della notte (anno 1984) e poi proseguito più o meno felicemente e remunerativamente in almeno una mezza dozzina di sequel e uno spin-off, nel quale il cattivone tostato e artigliato combatteva contro il Jason dell´altra serie horror, Venerdì 13? Detto fatto, ed ecco che nell´anno di grazia 2010, lanciato per dar mordente all´inizio della nuova stagione cinematografica, arriva anche sui nostri schermi questo ennesimo reboot. Perché di questo si tratta: ripartire da zero adattando la vicenda per un pubblico giovanile assuefatto agli effetti digitali e refrattario a recuperare i “vetusti” originali.
Ventisei anni, ahimè, non sono pochi (soprattutto per chi ricorda proprio il film di Craven come uno dei titoli dell´affrancamento adolescenziale dalle visoni familiari con mamma e papà ). Resta tuttavia da chiedersi, per l´ennesima volta, che senso ha un´operazione del genere in epoca di Internet, pay-per-view e download condivisi, in cui basta un click per accedere a qualsiasi titolo si voglia. Anche perché, va detto chiaramente, a differenza di altri casi simili in cui il reboot ha regalato un po´ di vivacità e moderata originalità , qui siamo in presenza di un piatto remake affidato alla regia anodina del debuttante Samuel Bayer, caratterizzato da scelte di casting piuttosto abborracciate (attrici che dovrebbero rappresentare adolescenti e sembrano le sorelle delle loro mamme) e battute involontariamente comiche a mazzi. La produzione di Michael Bay non tranquillizza, anche se bisogna riconoscere che si è lesinato in tagli di inquadrature ed esplosioni roboanti. In ogni caso uno di quei prodotti che serve solo a tenere in movimento i capitali, che si segnala solamente per la presenza fisica di Jackie Earle Haley (il Rorschach di Watchmen) nel ruolo che fu per eccellenza di Richard Englund, e per (ormai i tempi sono maturi) una esplicitazione pedofila delle motivazioni del giovane Krueger. Consigliato solamente agli adolescenti debosciati che fanno troppa fatica ad alzare il culo e pigiare un tasto.
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