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I “nostri” festival

Posted by Davide Verazzani | Posted in Cinema | Posted on 31-07-2010

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festival I nostri festivalArriva agosto, e come ogni anno ci si appresta a seguire due fra i festival di cinema più importanti del mondo; l´uno italianissimo, quello di Venezia (la più antica “Mostra d´Arte Cinematografica” ancora esistente, essendo nata negli anni ´30), l´altro in realtà  svizzero, quello di Locarno, ma assai italiano per collocazione geografica e per tradizione (per fare solo un paio di esempi, a Locarno venne proiettato per la prima volta Ladri di biciclette, e sempre a Locarno iniziò la sua “carriera” l´attuale Selezionatore veneziano Marco Muller).

Le direzione artistiche prese dai due festival, peraltro, li rendono distanti l´uno dall´altro. Se Venezia è da sempre, e soprattutto in questi ultimi 15 anni, attenta al glamour oltre che alla qualità  dei film presentati, e si offre come vetrina speciale e particolare per il cinema italiano, Locarno è al contrario molto attenta alla sperimentazione, più sobria ed elegante, non disdegnando il brivido della “scoperta” di autori che poi diventeranno celebri e acclamati in seguito (fra questi, Milos Forman, Mike Leigh, Kim-ki-duk) .
Anche quest´anno, la tradizione non si smentisce. E, cominciando da Locarno (festival che apre le danze il 4 agosto per concludersi il 14), ecco una pletora di opere prime nelle due sezioni competitive, il Concorso Internazionale e i Cineasti del Presente, e un´età  media bassissima fra i registi che le presentano. Non mancano certamente nomi più noti, fra cui vanno ricordati Bruce LaBruce con L.A.Zombie, Denis Cotè con Curling, Cristophe Honorè con Homme au bain, ma fra i nomi sconosciuti dei registi meno famosi forse si trova un futuro campione del cinema. Saranno forse Marian Crisan e Bogdan Apetri, che con Morgen e Periferic tengono alta la bandiera di una cinematografia all´avanguardia e interessante come quella rumena? O Benedek Fliegauf, con Womb, o Pia Marais con Im Alter Von Ellen, unici registi ad avere nel cast nomi di spicco mondiale come Eva Green e Jeanne Bailbar? Oppure il nostro Daniele Gaglianone, che torna al lungometraggio con Pietro dopo lo splendido esordio di Nemmeno il destino? A completare la rassegna, una splendida retrospettiva sull´opera omnia di Ernst Lubitsch, padre nobile della commedia americana, e la rassegna Piazza Grande, in cui sullo schermo all´aperto più ampio d´Europa si sussegueranno, fra gli altri, biopic su grandi ciclisti del passato (Hugo Koblet, pedaleur de charme), film fantasy di grande impatto (Rammbock), polizieschi crudi (L´Avocat, con Benoit Magimel), film d´animazione (il russo The ugly duckling) e commedie di svago (Cyrus, con Marisa Tomei e John C.Reilly, quest´ultimo presente al Festival).
La selezione veneziana non delude le attese. Dopo un festival di Cannes in tono minore, i film che giungeranno al Lido si prospettano invece vari e interessanti. A cominciare dalla tradizionalmente nutrita pattuglia italiana, divisa in piccoli-grandi maestri come Martone (suoi il Noi credevamo risorgimentale) e Mazzacurati (La passione) e nuovi e interessanti interpreti come Ascanio Celestini (che porta sullo schermo la sua piece La pecora nera) e Saverio Costanzo (alle prese con La solitudine dei numeri primi, il maggiore best-seller del romanzo italiano dai tempi de “Il nome della rosa” di Eco). Spunti letterari anche in altri due film in concorso: The Barney´s version, con Dustin Hoffman e Paul Giamatti, che porta sullo schermo l´omonimo, caustico e cinico, romanzo di Mordecai Richler, e Norwegian wood di Anh Hung Tran (vincitore nel ´95 con Cyclo), tratto dallo splendido e misterioso libro dello scrittore giapponese, in odore di Nobel, Murakami Haruki. Da non sottovalutare, in concorso, anche i nomi di Darren Aronofsky (vincitore nel 2008, qui con Black Swan che aprirà  la Mostra il 1° settembre), Sofia Coppola (con un film girato anche a Milano), Abdellatif Kechiche (che nel 2007 proprio a Venezia fece conoscere al mondo le grazie di Hafsia Harzi in Cous cous), mentre sorprese possono giungere da Alex de la Iglesia, Tsui Hark, Tom Tykwer, Takashi Miike e Francois Ozon. Fuori concorso, da segnalare il Vallanzasca di Michele Placido; la seconda regia di Ben Affleck, con The town; il nuovo lavoro di Emidio Greco, l´intrigante Notizie dagli scavi con Giuseppe Battiston, finalmente, protagonista; l´ennesima follia di Robert Rodriguez, Machete; un documentario di Salvatores sugli avvenimenti del 1960, anno in cui uscì La dolce vita, e di Scorsese su Elia Kazan; e l´adattamento di Julie Taymor de La tempesta di Shakespeare, con Helen Mirren nelle vesti di Prospero, che chiuderà  la rassegna l´11 settembre.
C´è di che perdere la testa, e soprattutto gli occhi, con tutti questi film. Nouvelle vague seguirà  entrambi i festival, con i suoi intrepidi cronisti, i quali rinunceranno a una vacanza di sole e mare per prediligerne, come sempre, una di buio e immagini. Che, potete crederci, aiutano a ritemprarsi meglio, ma molto meglio di una giornata in spiaggia. Seguiteci, e forse ci darete ragione.

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