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Donne senza uomini

Posted by Clara Arosio | Posted in Cinema | Posted on 20-03-2010

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donne senza uomini Donne senza uominiNell´Iran del 1953 si incrociano i destini di quattro donne, Munis la ribelle, Zarin la prostituta, Fakhri la borghese e Faezeh la sognatrice; ciascuna di loro è oppressa dalla violenza e dalla prevaricazione dell’universo maschile.

Munis vorrebbe una vita diversa da quella chiusa tra le quattro mura di casa sotto lo stretto controllo del fratello, vuole capire cosa sta succedendo nel suo paese e lottare per la libertà ; Zarin, una prostituta, è devastata nel corpo e nell´anima da ciò che è costretta a subire, e non riesce a togliersi di dosso il senso di sporco che la opprime, nemmeno sfregandosi a sangue con una spugna; Fakhri, agiata borghese moglie di un militare, fugge da un marito che non la rispetta e non la ama. Faezeh, che sembra essere aliena da contrasti interiori e sogna di sposare il dispotico fratello di Munis, verrà  stuprata da due sconosciuti e troverà  rifugio come le altre nella villa dove Fakhri è andata a vivere lontana dal marito e da Teheran. Una villa con un grande giardino, quasi simbolo del femminile, dove Fakhri, Zarin e Faezeh cercano di riappropriarsi di se stesse al di là  dei condizionamenti e dalle violenze imposte loro dalla società . Munis nel frattempo si fa parte attiva nella rivolta contro lo Shah supportato dagli americani e si sente finalmente viva.
Non ci si aspetti tuttavia un lieto fine dato che ferite troppo profonde non sempre possono essere sanate…
Molto curata la fotografia; i primi piani dei visi delle donne ci comunicano il loro dolore, il loro smarrimento e la loro disperazione; il giardino cambia i suoi colori a seconda dello stato d´animo delle protagoniste, mentre a Teheran i colori sono sbiaditi finchè la rivoluzione non la scuote.
Il film di Shirin Neshat, video artista iraniana emigrata negli Stati Uniti ed esordiente alla regia cinematografica, tratto dall´omonimo libro di Sharnush Parsipur (pubblicato in Italia da Tranchida editore), porta alla luce temi importanti affrontandoli in maniera a tratti onirica e visionaria ma tende a confondere lo spettatore con salti logici scarsamente comprensibili e decide volontariamente di allontanarsi dl libro dove l´aspetto storico rimaneva decisamente sullo sfondo. Colpisce, naturalmente, soprattutto una donna, ma lascia una sensazione di poca chiarezza e di non totale pregnanza.

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