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Oscar 2010: Bigelow-Cameron 6-3

Posted by Davide Verazzani | Posted in Cinema | Posted on 08-03-2010

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jeff bridges winner Oscar 2010: Bigelow Cameron 6 3Bigelow batte Cameron 6 a 3. Questo il verdetto della notte degli Oscar, che vedeva una contro l´altro la ex coppia d´oro di Hollywood contendersi i premi maggiori, e soprattutto quello come miglior film e miglior regia; l´allargamento a 10 del numero di contendenti per la statuetta come miglior pellicola era risultato infatti fin dall´inizio del tutto pleonastico: si sapeva che la lotta sarebbe stata fra The hurt locker e Avatar, fra la cattiva coscienza degli americani e l´urto tecnologico della loro scienza.

Ha vinto la Bigelow, ed è un premio giusto per una carriera unica, da regista di film d´azione, sempre sopra le righe, costellata da luci (il fulgido esordio de Il buio si avvicina, e poi Point Break e Strange days) e ombre (Il mistero dell´acqua e K-19) e di cui forse, come spesso accade nella storia degli Oscar, The Hurt locker non è il miglior risultato. Ma al di là  della vittoria della Bigelow, che ha fra l´altro rotto un altro tabù nella storia delle premiazioni degli Academy Awards, essendo la prima donna a essere insignita della statuetta come miglior regista, il vero perdente, inatteso anche nelle proporzioni, è stato Avatar. Scontati i premi tecnici per un film che è una goduria per gli occhi (ha vinto infatti gli Oscar per effetti speciali, scenografia e soprattutto, per noi italiani, per la fotografia di Mauro Fiore), è stato sconfitto il sincretismo un po´ sempliciotto del plot; Avatar avrebbe vinto a mani basse se non avesse avuto di fronte un film sugli eccessi della guerra in Iraq, per giunta girato dalla sua ex moglie (gli americani vanno in solluchero per queste vicende extra-artistiche…)? Non potremo mai saperlo, ma non ne saremmo così sicuri.
Scontati gli Oscar come migliori attori a Sandra Bullock per The blind side (ancora inedito in Italia) e Jeff Bridges per Crazy heart. Siamo felici per entrambi i premi (fra l’altro, la Bullock ha rotto un altro tabù, essendo stata la prima attrice nella storia degli Oscar a essere premiata nello stesso anno, anche se per due film diversi, pure con i Razzie Awards, ovvero gli Oscar per le peggiori performance…): vanno a coronare due carriere diversissime, l´una all´interno l´altra ai margini dello star system ma entrambe ugualmente rimarchevoli, e soprattutto sottolineano finalmente la grandezza di un attore come Bridges, a volte stranamente non sfruttato dai registi di Hollywood; non possiamo però che rammaricarci del mancato riconoscimento alla straordinaria interpretazione di George Clooney in Tra le nuvole, ben superiore come maturità  e mimesi creativa a quella dell´alcoolizzato cantante country di Bridges.
Se gli Oscar come migliori attori non protagonisti vanno anch´essi nella direzione immaginata, vedendo la vittoria del meraviglioso Cristoph Waltz di Bastardi senza gloria e della sorprendente Mo´nique di Precious (film che aprirà  il Festival del cinema africano a Milano il 15 marzo prossimo), sorprendono due altri premi.
Innanzitutto, quello per la sceneggiatura non originale, che va a Precious nonostante fra le nomination ci fosse lo script di Tra le nuvole. Non lo abbiamo ancora visto, ma il film di Lee Daniels, per superare la perfezione formale e creativa di quello diretto da Jason Reitman, deve rasentare il capolavoro assoluto. Ne prendiamo atto, ma un po´, in cuor nostro, ne dubitiamo.
Poi, l´Oscar per il miglior film straniero. Sappiamo che, da sempre, è questa la lotteria più incerta, sottoposta a pressioni di ogni tipo e a convinzioni a volte del tutto illogiche (basti pensare che, nell´anno in cui vinse Mediterraneo di Salvatores, era in concorso il magnifico Lanterne rosse!). In lizza sembrava esserci un solo candidato, Il nastro bianco di Michael Haneke. Crudo, cattivo, non lineare, antipatico, ma pur sempre di livello eccelso (oltreché vincitore della Palma d´Oro a Cannes). E invece, il premio è andato all´oscuro thriller argentino El secreto de sus ojos: se uscirà  sui nostri schermi, potremo fare il paragone. Ma anche in questo caso, dubitiamo a priori che possa essere dello stesso livello del lavoro di Haneke.

Di seguito, l´elenco delle statuette assegnate:

Miglior film: ‘The Hurt Locker’
Miglior regia: Kathryn Bigelow (‘The Hurt Locker’)
Miglior attore protagonista: Jeff Bridges (‘Crazy Heart’)
Miglior attrice protagonista: Sandra Bullock (The Blind Side’)
Miglior attore non protagonista: Christoph Waltz (‘Bastardi senza gloria’)
Miglior attrice non protagonista: Mo’nique (‘Precious’)
Miglior sceneggiatura originale: Mark Boal (‘The Hurt Locker’)
Miglior sceneggiatura non originale: Geoffrey Fletcher (‘Precious’)
Miglior scenografia: Rick Carter, Robert Stromberg e Kim Sinclair (‘Avatar’)
Miglior fotografia: Mauro Fiore (‘Avatar’)
Migliori costumi: Sandy Powell (‘The young Victorià ’)
Miglior montaggio: Bob Murawski e Chris Innis (‘The Hurt Locker’)
Miglior trucco: Barney Burman, Mindy Hall e Joel Harlo (‘Star Trek’)
Miglior colonna sonora: Michael Giacchino (‘Up’)
Miglior canzone originale: ‘The Weary Kind’, di Ryan Bingham e T.Bone Burnett (‘Crazy Heart’)
Miglior montaggio sonoro: Paul N.J. Ottosson (‘The Hurt Locker’)
Miglior suono: Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett (‘The Hurt Locker’)
Migliori effetti speciali: Joe Letteri, Stephen Rosenbaum, Richard Baneham e Andrew R. Jones (‘Avatar’)
Miglior documentario: ‘The Cove’ di Louie Psihoyos e Fisher Stevens
Miglior corto documentario: ‘Music by Prudence’ di Roger Ross Williams e Elinor Burkett
Miglior corto animato: ‘Logorama’ di Nicolas Schmerkin
Miglior corto d’azione: ‘The New Tenants’ di Joachim Back e Tivi Magnusson
Miglior film d’animazione: ‘Up’
Miglior film straniero: ‘El Secreto de Sus Ojos’ (Argentina) di Juan Josè Campanella

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