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Alice in wonderland

Posted by Davide Verazzani | Posted in Cinema | Posted on 04-03-2010

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alice in wonderland Alice in wonderlandAlice, che da bambina faceva sogni strani in cui cadeva in un pozzo senza fondo, è una ragazzina senza padre cui la madre ha programmato un matrimonio in grande stile con un giovane arrogante lord. Nel corso della festa di fidanzamento, fugge nel parco della villa e cade in una buca. Si ritrova nello stesso mondo che sognava da bambina, riuscendo a capire solo dopo molto tempo che quello che sta vivendo non è affatto un sogno. Dal Mondo di Sotto riesce a tornare alla normale realtà  solo dopo mille peripezie…

Se c´è un regista che ha le competenze per far tornare sullo schermo Alice nel paese delle meraviglie, quello è Tim Burton. Tutto il suo passato di cineasta, tutta la sua poetica, dai paradisi gotici di Sleepy Hollow e Edward mani di forbice ai mondi favolistici di Big Fish e La sposa cadavere, sembrano essere il preludio a quest´impresa. Come spesso accade, quando l´attesa è molta l´esito non è mai conseguente ad essa. Non nel senso che il mondo che ci presenta Burton sia privo di fascino o che la sua interpretazione sia fuori tema, ma proprio perché manca del mordente, o anche solo della velata malinconia, delle opere citate prima. La sua Alice diventa, alla fine, una favola avventurosa per piccoli fans, adeguatamente pompata dagli effetti del 3D che nulla portano all´opera se non una visionarietà  per bambini (nulla a che vedere, in questo, con il fascino del tridimensionale di Avatar) e che sembra quindi essere un´aggiunta valida più che altro per il marketing.
Il plot è quello noto, e naturalmente Lewis Carroll non deve rivoltarsi nella tomba. Tim Burton è cineasta di razza, e sa cavalcare le sue emozioni con forza visiva da par suo. Inoltre, la piccola Alice, cresciutella rispetto ai nostri ricordi di bambini (ora è una giovane e diafana piccola donna), ha il volto presuntuoso ma aderente all´immaginario di Mia Wasikowska, volto emergente della nuova Hollywood, presente anche nella divertente commedia di Lisa Cholodenko The kids are alright, vista a Berlino, con mamme d´eccezione come Julianne Moore e Annette Bening. Meno intriganti le interpretazioni di Anne Hathaway e Johnny Depp, forse troppo legati al ruolo a loro affidato, sopra le righe ma perfetta Helena Bonham Carter nel ruolo della cattivissima Regina di Cuori.
Nonostante tutto questo, si esce dal cinema con una sensazione di mancanza. Come se i sottotesti psicanalitici del libro di Carroll fossero stati sovrastimati da intere generazioni di lettori e studiosi. Come se la magia del Mondo di Sotto fosse un´illusione, fra ripicche e guerre che nascondono le stranezze di gatti che evaporano, di cani che parlano, di persone che si allungano o si rimpiccioliscono a seconda di ciò che mangiano o bevono. Come se la realtà , come la viviamo tutti noi, non sia nemmeno disprezzabile, basta provare a essere se stessi. E´ solo tutto questo il classico di Carroll? Forse sì, e Burton, sornione, ce lo ricorda. Ci tuffa in un sogno che è fine a se stesso, come ogni sogno, e che scompare quando apriamo gli occhi (oppure, fuor di metafora, quando si accendono le luci della sala). Da lui non ce lo aspettavamo, forse è questo ciò che non gli perdoniamo. Amiamo troppo il cinema e la sua capacità  di trasportarci in mondi di cui poi, in qualche modo, rimangono brandelli nella nostra semplice vita reale, per essere soddisfatti di come è stato trasposto un capolavoro onirico per antonomasia.

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Comments (2)

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A me è piaciuto…alla fine essere se stessi senza bugie è la “cosa” più bella, ma difficile e sono tante le peripezie, le prove che ci tocca affrontare per arrivare ad essa.
Alla fine Alice è un pò farfalla, si è trasformata e può partire per il suo viaggio più reale che mai

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