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Berlinale 60 – Welcome to the Rileys, ovvero il cinema indipendente sul tappeto rosso

Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Berlino 2010, Cinema | Posted on 18-02-2010

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welcome to the rileys 1.miniatura Berlinale 60   Welcome to the Rileys, ovvero il cinema indipendente sul tappeto rossoIl modo piຠfacile per un regista di video musicali (Fake Plastic Trees dei Radiohead, Everybody Hurts dei Rem tra gli altri) e pubblicità¡ per arrivare a Berlino, e per giunta in una sezione prestigiosa come Panorama, é raccogliere un cast interessante e metterlo a lavorare a un progetto di sicuro impatto. Cosà­ ecco James Gandolfini, ormai osannato in tutto il mondo, e a ragione, e Melissa Leo nei panni di una coppia che, a otto anni dalla morte della figlia é arrivata al punto di rottura. Tant´é che quando Doug si reca per lavoro a New Orleans, città¡ d´incanto e di peccato, decide di restarci per prendersi cura della quindicenne Mallory, nome d´arte della ragazza che di professione fa la stripper, con tanto di extra. A impersonarla c´é Kristen Stewart, altro astro nascente, che perà³ non va oltre un´interpretazione un po´ nevrotica dell´ennesima ragazza del Coyote Ugly scappata di casa.

E lo stesso si puà³ dire per tutto il film, prevedibile sia per la trama che per gli sviluppi emotivi e nemmeno troppo profondo, con delle scene che rasentano il ridicolo, come la povera Lois, la madre, che dopo anni senza uscire di casa, si ritrova a camminare scalza in camicia da notte bianca sul prato verde di un motel, come una folle erede di Woodstock.
E il problema é che Jake Scott, al suo secondo film, non fa nemmeno tesoro della sua esperienza precedente. Nulla aggiunge né nella cura dei dettagli né nell´uso di luci o sfondi. Al contrario, ricalca appieno ogni cliché dell´indie movie.
Che un film cosà­ esca nelle sale e riceva pure una buona accoglienza di pubblico va benissimo. à‰ nell´ordine delle cose. Ma vederlo a un festival come la Berlinale non puà³ che suscitare qualche sbadiglio dal retrogusto un po´ amaro.

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