Berlinale 60 – Exit through the gift shop
Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Berlino 2010, Cinema | Posted on 16-02-2010
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Il documentario di Banksy, street artist inglese ormai famoso in tutto il mondo, su uno sconosciuto che voleva fare un documentario su di lui é un archivio dell´arte piຠcontemporanea che ci sia, ma presto si trasforma, anche, in una riflessione sul mercato e sul valore, nonché sulla valutazione, dell´arte.
Street Art é impatto, colpisce l´immaginario con soggetti semplici ma evocativi, riprendendo tutta la pop art. E Banksy é il mago del sensazionale, come ben vede nel documentario chi già¡ non lo sapeva. Cosà ha creato sensazione anche intorno al suo primo film, annullando la conferenza stampa qui a Berlino perché non vuole farsi vedere, e mandando di rimpiazzo un videomessaggio misterioso e divertente. E ha centrato in pieno l´obiettivo: il film era già¡ un evento prima ancora di essere visto, pur senza che vi reciti nessuna star di Hollywood, anche se qualcuna compare ma di piຠnon si puà³ dire, altrimenti si rovina la sorpresa.
Le voci sul film si sono rincorse da mesi, Sundance compreso, e non potevano non sbarcare anche sotto il cielo, assolato per un giorno, di Berlino. Chi é davvero Thierry Guetta, il maniaco della telecamera che é arrivato fino a Banksy? à‰ un personaggio? È reale? È lo stesso artista? Per il momento non é dato saperlo. Si puà³ soltanto speculare. E si puà³ guardare il documentario, che ha ritmo e colpi di scena come un film d´azione, e dei migliori, personaggi decisamente interessanti e un soggetto da Oscar (l´orso d´oro perà³ non puà³ vincerlo, perché é fuori concorso).
E se il film é bello e avvincente per chi é già¡ interessato al tema, tanto da portare davvero, come si é augurato Banksy nel suo videomessaggio, tanti ragazzini a prendere in mano una bomboletta, come fu con Karate Kid e le arti marziali, il suo valore va al di là¡ di una celebrazione di una forma d´arte che ormai é onnipresente nelle nostre città¡. La piega che prende nella seconda parte, con l´evoluzione di Guetta, che come viene detto nel film, assume un´importanza livello sociologico, quasi, é davvero un´ottima occasione per fermarsi e interrogarsi sulla mutazione dell´arte in macchina per soldi. Mutazione da cui il cinema non é immune.
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