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Nella Berlino dei primi anni ´50 l´adolescente Michael inizia con Hanna, trentaseienne bigliettaia d´autobus, una relazione fatta di amplessi appassionati e letture di classici della letteratura. Un bel giorno, la donna scompare e Michael è costretto a farsene una ragione e dimenticarla. Qualche...

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Berlinale 60 – In piazza!

Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Berlino 2010, Cinema | Posted on 14-02-2010

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metropolis2 300x172 Berlinale 60   In piazza!La Berlinale é il pubblico delle serate di gala, del tappeto rosso e delle star che firmano autografi. Ma é anche la folla di coraggiosi berlinesi, con qualche turista incurante del nevischio e del freddo, che venerdà­ sera si é trovata davanti alla porta di Brandeburgo, diventata megaschermo per l´occasione. E che occasione: la proiezione della versione restaurata di Metropolis, in collegamento con il Friedrichstadtpalast, dove un´orchstra sinfonica suonava la musica del film. Momenti che solo a un festival cosà­ possono capitare.

Il pubblico di Berlino é presente e partecipa assiduamente alle proiezioni. Ieri, ad esempio, ha riempito la sala dedicata a Perspektive Deutsches Kino, accogliendo calorosamente i giovani registi tedeschi e i loro film, peraltro davvero interessanti. The boy who wouldn´t kill, di Linus De Paoli, una variazione sul tema western, ambientato in uno scenario post acpocalittico, del western riprende e rielabora alcune idee del montaggio e della fotografia, nonché la colonna sonora, con un risultato esteticamente molto bello. Ma il protagonista della serata é stato Gleb, il parrucchiere di Altona, Amburgo, protagonista di Gleb´s Film, di Christian Hornung, che tra una permanente e una piega racconta alle sue anziane clienti la sceneggiatura che vorrebbe scrivere. E sempre di cinema si tratta in Hollywood Drama, di Clemens Schick, divertente parodia del ruolo dell´attore.
Meno vitale, invece, prosegue anche il concorso, con Submarino, di Thomas Vinterberg. Ancora una volta, in questa Berlinale, abbiamo una storia forte: due fratelli figli di una madre alcolista, si portano dietro, in eredità¡, l´incapacità¡ di stabilire legami e formarsi una vita, e una famiglia stabili. L´esito é già¡ scritto, la condanna evidente sin dall´inizio, questa la morale. Ma Vinterberg confonde inevitabile con prevedibile, e il film non ha mordente, se non a tratti, in cui si vede meglio l´anima profondamente nordica del disagio dei protagonisti. Peccato, che di potenzialità¡ ne aveva, e sarebbe comunque da vedere, con una buona dose di pazienza.

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