Berlinale 60 – The Ghost Writer
Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Berlino 2010, Cinema | Posted on 13-02-2010
0
Il ritorno di Roman Polanski agli onori delle cronache, questa volta non per i suoi trascorsi con la giustizia, avviene in grande stile, col suo film in concorso a Berlino.
Un ghostwriter viene assunto per completare l´autobiografia dell´ex primo ministro britannico, Adam Lang, dopo la morte, in circostanze misteriose, del suo predecessore. Comincia così, con tinte fosche e una colonna sonora particolarmente indicata, questo thriller davvero ben scritto, tratto dal romanzo Ghost dello scrittore e giornalista Robert Harris. Se poi si aggiunge una dose di attualità politica, data dai guai di Lang con il tribunale de L´Aia per i metodi poco ortodossi usati negli interrogatori durante la guerra in Iraq, ecco che il pubblico è conquistato.
Eppure è proprio quest´aggiunta a rendere il tutto un po´ più falso e pretenzioso, a disturbare, quasi, il resto dell´architettura, praticamente perfetta. Quello che poteva essere uno splendido film a tinte noir, quasi di genere, dallo humour sottile, assume delle arie vagamente di denuncia, che però rimangono lettera morta e non solo non sono funzionali alla trama, ma sviano, per finire poi su un binario morto.
Impeccabile, invece, è la recitazione di tutto il cast, sopra le righe al punto giusto per far divertire senza però stonare, con un Pierce Brosnan bravissimo a fare tesoro di tutte le sue precedenti interpretazioni nel ruolo di più o meno macho per svuotare completamente il sorriso di Lang da ogni sentimento e diventare il politico perfetto.
Polanski conferma, insomma, la sua versatilità e ci consegna un film che se non è proprio un capolavoro, dà sicuramente prova, ancora una volta, della sua maestria. Ogni scena è composta e girata alla perfezione, con una sua tinta ben definita, e la tensione sfuma nell´ironia senza soluzione di continuità .


