Berlinale 60 – Shutter Island
Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Berlino 2010, Cinema | Posted on 13-02-2010
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Lo si aspettava con trepidazione, con ansia, qui a Berlino e non solo. Il film della nuova coppia d´oro, il duo Scorsese-Di Caprio. E lui arriva, su un traghetto, con archi e tromboni in sottofondo, a gelare la platea, in una colonna sonora non composta per l´occasione, ma assemblata con intelligenza, tanto da diventare un elemento imprescindibile del film. Arriva nei panni del Leonardo Di Caprio a cui siamo abituati da un po´, serio e non più bellissimo, in un ruolo alla Colin Farrell, ma con più sostanza, e di Ben Kingsley, lui sì nel suo ruolo solito. Arriva e si ferma centotrentotto minuti, e non ti lascia andare un solo istante.
Teddy Daniels, poliziotto, deve occuparsi della scomparsa di una paziente del manicomio criminale di Shutter Island. La struttura, isolata e all´avanguardia per i suoi tempi per metodi di cura, a detta del dottor Cowley, a capo dei medici, ospita i peggiori e più pericolosi criminali. Quando Teddy arriva sull´isola è in corso una tempesta, e la natura non sembra l´unica forza ostile con cui deve scontrarsi.
Scorsese dirige il film proprio come Cowley ha le redini di tutta Shutter Island. Detta ritmi e movimenti precisi, da capogiro. Provoca allucinazioni, semina indizi e poi scompagina le carte. Tiene lo spettatore in pugno, lo nausea, quasi, gli dà il mal di testa. A tratti si direbbe che esageri, che calchi troppo la mano, con immagini un po´ troppo banali, non da lui, come la scena dei topi sulla scogliera, o il primo sogno strappalacrime in cui Teddy ritrova la moglie. Siamo impazienti, vorremmo andarcene, proprio come Teddy. Ma non possiamo. Non siamo noi a decidere. E finalmente ogni tassello va al suo posto. Ogni parola, ogni occhiata. E allora si è confusi, frastornati. Non si sa bene se il film ci sia piaciuto o meno. Ci sentiamo anche un po´ presi in giro, via, mentre sentiamo intorno gli “io l´avevo capito da subito”.
Solo fuori, all´aria aperta, si può iniziare a ragionare con più lucidità , se ce n´è rimasta. Il turbamento rimane. Certi argomenti accennati, tanto più ora che da noi è passata, in prima serata su Rai1 la fiction su Franco Basaglia, rimangono importanti. E questo è un gran film, anche se non ci piace.


