Berlinale 60 – Howl: Il canto del cigno
Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Berlino 2010, Cinema | Posted on 12-02-2010
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Il secondo film in concorso a Berlino gia` sfugge a ogni classificazione. Non una biografia di Allen Ginsberg, ne` un documentario su un poema, Howl, che ha fatto epoca e sulle polemiche che hanno seguito la sua pubblicazione, con tanto di processo all´editore (City Lights) per oscenita`. La battaglia politica e culturale di quegli anni si mischia con la vicenda umana personale, perché cosà é nato il libro, e cosà, spiega Ginsberg, la vedeva lui.
L´opera di Rob Epstein e Jeffrey Friedman e`, piuttosto, un video musicale, o meglio un concept album sulla scia di The Wall, in cui a farla da padrone e`proprio il poema stesso, letto da un James Franco inedito ma non troppo in questa interessante interpetazione, dopo essere stato il compagno di Harvey Milk nel film di Gus Van Sant (che e` tra i produttori di questo film).
Proprio la fusione tra testo e immagini, con gli inserti di animazione onirici, anche se non eccelsi dal punto di vista grafico, da` al film una forza straordinaria, e permette di entrare nel poema, e nella tela di sensazioni che Ginsberg ha teso. In questo senso, il film ricorda molto Across the Universe, dove un´analoga operazione veniva fatta con le canzoni dei Beatles. Allo stesso modo Howl diventa l´inno di una generazione, il canto di un´epoca e un grido di libertà¡. Ma sono solo sprazzi, perché subito tornano le parole di Ginsberg, il loro ritmo e la loro musicalità¡ pregna dell´anima jazz.


