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L’ospite inatteso

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A single man

Posted by Clara Arosio | Posted in Cinema, Venezia 2009 | Posted on 10-02-2010

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a single man A single manCalifornia, novembre 1962. George Falconer è rimasto solo. Il suo amatissimo compagno Jimmy, con cui divideva la vita da 16 anni, è morto in un incidente stradale da otto mesi e la sua famiglia non gli ha neanche permesso di andare al funerale. Ancora George sogna di aver potuto dare un ultimo addio alla persona che gli colorava l´esistenza; perché è questo l´effetto che il vitale e positivo Jimmy aveva sul ben più introspettivo protagonista di questo film che “non è mai stato uno di quelli che sorridono a una nuova giornata”, che riescano a vivere il presente.

Il dolore di George è costante, insistente, terribile, lo affonda e non gli permette quasi di respirare; è un dolore che rende il mondo scolorito e che lo accompagna ovunque; George vive e vuole vivere fino in fondo il dolore di questo terribile distacco; tanti oggetti, nella bella casa che dividevano, ricordano a George il compagno perduto, che egli ha deciso di “raggiungere” suicidandosi nella specifica giornata del 1962 rappresentata dal film, scandita da inquadrature di orologi. Dalla mattina quando va all´università  dove è professore di letteratura, fino a tarda notte lo spettatore segue col cuore stretto e con profonda partecipazione umana il percorso interiore di quest´uomo in bilico fra la disperazione e le pur (apparentemente) piccole cose che ancora lo legano alla vita: l´interessamento dimostratogli da uno studente dei suoi corsi, il profumo di un cagnolino simile a quello che ebbe un tempo, l´incontro con un bellissimo sconosciuto, il tentativo forse inconsapevole di rallegrarlo della figlia dei vicini; questi sono i momenti in cui nel mondo di George, ormai in una costante tonalità  seppia, tornano a brillare i colori, seppur per un breve momento.
La sofferenza del protagonista non è tuttavia l´unica…c´è anche quella, diversa, derivante dall´abbandono, della vecchia amica Charley, interpretata da una brava Julienne Moore.
La cena e la serata che i due amici condividono è toccante, ci parla di un profondo affetto, di un sentimento che ci sarebbe potuto essere ma non è sbocciato, della tentazione fortissima di abbandonarsi alla disperazione e della salvezza vista solo nei bei ricordi passati, per l´impossibilità  di vedere un futuro.
Tuttavia, come si dice, la vita è imprevedibile, e proprio nel momento di massima disperazione qualcosa di inatteso può salvarci dal baratro, lenire il nostro dolore…può farci provare quella sensazione rara (specialmente per uno come George) per cui “si prova un´emozione invece di pensare, e tutto è esattamente dove deve essere”.
Un film meraviglioso, potente e delicato al tempo stesso; una storia d´amore autentica. I numerosi primi piani ci guidano nell´anima dolorante di George, la fotografia è perfetta, il finale spiazzante.
La colonna sonora, composta prevalentemente di brani del premiato compositore polacco Abel Korzeniowski, accompagnano e potenziano le scene del film rendendolo ancora più emozionante e coinvolgente.
Un plauso dovuto a Colin Firth, che è passato dall´interpretare un tipo di personaggio sostanzialmente codificato in varie commedie, a questa ottima interpretazione; e tanto di cappello a Tom Ford, al suo esordio nella regia.
Non lasciatevelo sfuggire!

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