Lourdes
Posted by Davide Verazzani | Posted in Cinema, Venezia 2009 | Posted on 08-02-2010
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Christine, malata di sclerosi e inchiodata su una sedia a rotelle, va a Lourdes a tentare di trovare aiuto, calore umano e, magari, un miracolo che la guarisca. Inserita in una sorta di tour tutto compreso, fra pellegrini, semplici devoti, suore laiche dell´Ordine di Malta e inservienti, assiste ai riti di purificazione nella grotta sacra, finchè un mattino si sveglia incredibilmente guarita. Questo fatto scatena l´interesse di un affascinante inserviente, l´invidia degli altri pellegrini e la devozione di una strana signora anziana, che la accompagna dappertutto…
Parlare di Lourdes senza scadere nella retorica più trita, sia dal lato religioso che da quello dei non credenti (cui appartiene, dichiaratamente, la regista Jessica Hausner), è cosa complicata. L´unica soluzione è quella di osservare dall´alto ciò che accade, senza entrare nel merito delle situazioni ma anzi offrendole allo spettatore con cinica freddezza, affinchè sia lui a crearsi un´opinione. E´ quello che ha fatto, mirabilmente, la regista austriaca. Lourdes è un film austero, che ha radici nell´Ordet di Dreyer ma anche nella comicità surreale e rigorosa di Jacques Tati. Un film difficile, fatto di silenzi, di lunghe inquadrature fisse, di luci al neon che balbettano, di rituali osservati con spietatezza nella loro estenuante lunghezza (il bagno, il lavacro nella grotta); un film che pone mille domande senza dare una risposta: ugualmente possiamo fare noi, davanti all´indicibilità del sacro così come alla apparente casualità degli accadimenti quotidiani. “Perché lei e non altri?”, si chiedono un paio di pellegrine giunte a Lourdes per l´ennesima volta più che altro per spettegolare. In effetti, non c´è una risposta; ma ciò che osserviamo è un´umanità smarrita, errante alla ricerca di un senso, fatta di persone invidiose, grette, senza spiritualità , oppure di ignoranza e opportunismo. Forse la vecchia silenziosa che prende quasi sotto tutela Christine è l´unica che ha davvero capito tutto. Che ha capito che anche il miracolo è transeunte, mai definitivo; e non perché ce lo dobbiamo meritare ogni giorno, come reciterebbe una morale da Baci Perugina ancor prima che cattolica, quanto perché è anch´esso la somma di eventi casuali che non sappiamo né indirizzare né tantomeno comprendere. Accettiamo ciò che ci viene offerto, senza cambiare marcia quando ci sono i successi, senza autodistruggerci nelle sconfitte:se proprio bisogna trovare una morale, questa potrebbe assomigliarvi.
Presentato a Venezia nel 2009, e scandalosamente dimenticato nel palmarès finale, sia come miglior film (ricordiamo che il Leone d´Oro è andato a Lebanon, integerrimo ma furbissimo e a nostro parere qualitativamente inferiore) che come miglior attrice (la prova di Sylvie Testud, acclamata attrice francese, è straordinaria), Lourdes si candida ad essere una delle uscite più interessanti del 2010. Il nostro plauso va alla Cinecittà Luce, che ha il coraggio di distribuire un film così complesso e difficile da digerire. Ma chi avrà voglia di superare qualche diffidenza iniziale, si troverà davanti a un piccolo capolavoro. E non credete a chi vi dice che è noioso: il film ha l´andamento lento della scoperta, ma è avvincente quasi come un thriller; solo, con meno scene d´azione.


