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Another year

Un anno nella vita di Tom e Gerry (proprio così), coniugi di avanzata mezza età , lui geologo lei psicologa. Quattro stagioni e quattro week end in cui si incontrano amici e parenti, si festeggiano nascite e si piangono lutti, si cerca di rispondere all’insoddisfazione degli uni e al senso di...

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Il concerto

Posted by Davide Verazzani | Posted in Cinema | Posted on 01-02-2010

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ilconcertofilm Il concertoAndre௠Filipov, grande direttore dell´ Orchestra del Bolshoi, viene licenziato negli anni ´70, all’apice della gloria, quando si rifiuta di separarsi dai suoi musicisti ebrei. Trent’anni dopo lavora ancora al Bolshoi, ma come uomo delle pulizie. Una sera Andre௠trova casualmente un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi: è del Théà¢tre du Chà¢telet che invita l’orchestra ufficiale a suonare a Parigi. All’improvviso Andre௠ha un’idea folle: riunire i suoi vecchi amici musicisti che, come lui, vivono facendo umili lavori, e portarli a Parigi spacciandoli per l’orchestra del Bolshoi. È l’occasione tanto attesa da tutti di potersi finalmente prendere una rivalsa…

Se pensate che andare al cinema significhi abbandonarsi per un paio d´ore al sogno e dimenticare la razionalità  e la pesantezza della vita alla luce del sole, non perdete per niente al mondo questo film. Che è discontinuo, esagerato, a volte perfino eticamente discutibile, ma vivaddio è pieno di vita e di follia giocosa. Quanto è bello lasciarsi trasportare dalla magia di un cinema che rinuncia agli stereotipi della realtà  e ai legami logici per educarci a immaginare che altre possibilità  esistano in una vita grigia, che no n è mai il caso di abbassare definitivamente la testa e che la speranza può far capolino da ogni dove: basta avere il coraggio e la sfrontatezza necessari, e la fortuna di avere a fianco qualcuno che crede in te più di quanto lo faccia tu stesso (nella fattispecie, la moglie di Filipov, senza cui forse non partirebbe neanche la tournèe). Mihaileanu torna ai giochi pirotecnici del suo folgorante primo film di successo, Train de vie, senza la camicia di forza delle vicende storiche e quindi con maggiore libertà  d´espressione; ciò è un bene, perché gli dà  il destro per esprimere la sua personalità  scoppiettante in ogni direzione, ma anche un male, perchè questo lo porta a esagerare talvolta con situazioni melodrammatiche (vedi il rapporto tra Filipov e la violinista francese) e pregiudizi di bassa lega (il modo in cui sono presentati gli zingari non è granchè edificante, e neppure gli ebrei se la passano meglio, dopo tutto). In ogni caso, queste piccole cadute di stile non inficiano sul risultato finale: che è una assoluta delizia per i sensi; una commovente elegia d´amore per un futuro sempre pronto ad accoglierci, in cui i perdenti, tutti quanti, hanno sempre almeno una possibilità  di redenzione; e, infine, una magnifica lezione: che l´armonia, come in un´orchestra, è alla base di tutto, e che i suoni disarticolati possono unirsi a creare la poesia sublime, se solo c´è unità  d´intenti e un direttore in grado di catturarli.
E´ la magia di una vita degna di essere vissuta. D´altronde, come potrebbe non essere così, quando c´è pur sempre, da qualche parte, uno “Sturatutto Normanno” in cui lasciarsi andare ai ricordi di gioventù mangiando pasticci ipercalorici e ubriacandosi di vodka?
Impreziosito da una compagnia d´attori in stato di grazia, capaci di somigliare a una banda di scapestrati girovaghi teatranti di strada e ritrovare, in un attimo come per incanto, un afflato drammatico, e da una Melanie Laurent intensa e bellissima (farà  molta strada, la ex Shoshanna di Bastardi senza gloria…), Il concerto è una pellicola con cui è bello inaugurare il 2010.
Vietato ai cinici e ai poveri di spirito e di cuore. Straconsigliato agli altri.

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