A Christmas carol
Posted by Clara Arosio | Posted in Cinema | Posted on 13-12-2009
Tag:chirstmas-carol, dickens, Disney, jim-carrey, scrooge, Zemeckis
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Londra, metà Ottocento. Marley, uno dei due soci del banco di cambio Marley&Scrooge, è morto. A Scrooge tocca pagare l´emissione del certificato di morte. L´avarizia, già dipinta sul volto del vecchio, si palesa ulteriormente nel vero e proprio sforzo fisico che Scrooge sembra sostenere per dare le monete al medico. Passano sette anni esatti, è la vigilia di Natale, e nulla è cambiato nella vita e nel cuore di Ebenezer Scrooge, che continua a accumulare denaro, a contarlo, a sfruttare il suo unico dipendente Bob Cratchit e a pensare esclusivamente a se stesso…
Lo spirito del Natale è ben lontano da lui, ammesso che mai lo abbia avvicinato. Tuttavia la sera, quando il vecchio è solo nella sua casa grande e desolata, riceve la visita dello spirito di Marley che, oltre a fargli prendere un tremendo spavento, gli annuncia la visita di tre spiriti nel corso delle ore successive che, forse, gli potranno dare un´occasione di salvezza, gli potranno far accorciare o spezzare quella catena che ognuno di noi si costruisce “anello per anello” e che Marley si porta dietro, pesantissima, da quando è morto.
Ecco che dunque lo spirito del Natale passato, quello del Natale presente e quello del Natale futuro conducono Scrooge attraverso i Natali della sua vita…un viaggio che si rivela illuminante e al tempo stesso molto doloroso per il protagonista. E che sarà coronato dal ravvedimento.
Tratto dal celebre racconto di Dickens, il film di Zemeckis si rivela piuttosto fedele all´originale, anche se non ne traspone esattamente tutti gli episodi, e risulta visivamente di grande impatto e reale efficacia.
Sono elementi fondamentali la figura di Ebenezer Scrooge, quasi fisicamente spaventevole e irrigidita come il cuore che ha in petto; l´affresco della Londra vittoriana, che spesso ci viene mostrata in panoramiche dall´alto e che ci cala nelle diversità sociali tanto care a Dickens; la rappresentazione degli spiriti, che ci immergono nell´atmosfera gotica propria del racconto. La voce del passato ci sussurra all´orecchio tremolante e suadente ma con forza è capace di riportarci a eventi significativi e dolorosi; il presente, ha l´imponenza dell´ “ora” ma non è privo di saggezza, nonostante la sua vita duri solo un giorno; il futuro è una nera ombra silenziosa che dirige Ebenezer soltanto con uno scheletrico dito accusatore e sembra in tutto simile alla Morte. Ognuno ha un ruolo nel percorso di consapevolezza del vecchio che, alfine, decide di cambiare dando un nuovo senso ai suoi ultimi anni.
Non mancano alcune scene comiche e rocamboleschi inseguimenti, che alleggeriscono il moralismo sotteso al racconto di Dickens, il pietismo suscitato in particolare dal “piccolo Timmy”, figlio di Cratchit, e la rabbia ma anche la pena che ci provoca lo stile di vita di Scrooge.
La neve, intanto, tutto avvolge e accarezza, aggiungendo poeticità e un certo candore anche agli angoli più cupi di Londra.
Curiosità : attraverso la tecnica del “motion capture” , Jim Carrey dà il volto e le movenze a Scrooge e ai tre spiriti, mentre Gary Oldman e Colin Firth sono l´ispirazione per Scratchit e il nipote di Ebenezer.
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