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The twilight saga: New moon

Posted by Sara Sagrati | Posted in Cinema | Posted on 23-11-2009

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new moon The twilight saga: New moonDopo aver scacciato da Forks la cattiva vampira Victoria, Bella e Edward possono finalmente vivere il loro amore in santa pace. Ma ormai l’eterna giovinezza della famiglia Cullen comincia ad essere sospetta agli occhi dei concittadini, per cui i vampiri decidono di migrare. Bella chiede di poter andare con loro, ma Edward, preoccupato per il suo futuro, decide di lasciarla. Lei cade in depressione e si avvicina all’amico Jacob, che si rivelerà  essere un licantropo. Tutto verrà  messo in discussione con il ritorno di Victoria…

Da che mondo e mondo le giovani donne si scelgono un mito da poster che, di generazione in generazione, viene sostituito sui muri delle camerette. Dopo James Dean, Paul Newmann, John Travolta, Patrick Swayze e Leonardo DiCaprio, ora è la volta di Robert Pattison. Niente di nuovo sotto il sole: il bell’eroe maledetto che fa battere il cuore alla fanciulla innamorata. Sono cliché e archetipi intramontabili e scommesse sicure per i produttori di Hollywood. Se poi il mito è già  stato creato da dei libri di successo, il successo è già  bello che servito. E’ il caso della saga letteraria Twilight, scritta dalla casalinga mormona Stephenie Meyer, uscita per la prima volta nelle librerie americane nel 2005, contando ben 3 seguiti di enorme successo in tutto il mondo (con un quarto ancora in lavorazione). A questo punto ai produttori di Hollywood serviva solo scegliere le facce giuste per far vivere sullo schermo il vampiro Edward e la giovane Bella. Trovati il bel Robert Pattinson, giusto mix tra occhi dolci e aria maledetta, e l’intensa Kristen Stewart, nel 2008 il film di Twilight ha incassato oltre 380 milioni di dollari in tutto il mondo, conquistando milioni e milioni di camerette. Immancabile dunque il seguito che, aumentato il budget e gli effetti speciali, soddisfa il bisogno delle fan e ingrossa i portafogli degli investitori.
Insomma, un successo annunciato e, come si diceva, niente di nuovo sotto il sole. Solo che qui il sole, di solito veleno per i vampiri, non brucia la pelle dei non morti, ma la rende luccicante come una stola di paillettes. Si perché da una parte c’è il “fenomeno”, ma dall’altra parte c’è il film. Interessante e da vedere, non tanto per il suo valore in sé (chi vi scrive ha trovato sia Twilight sia New Moon terribilmente noiosi), ma soprattutto per capirne il fenomeno e di conseguenza la generazione che ne è rimasta stregata. Lungi da noi volersi mettere a fare la morale su “quanto si stava meglio quando si stava peggio” o ululare banalità  quali “non ci sono più i giovani di una volta”, ma la tentazione è forte. In New Moon infatti viene messo in scena il momento più difficile per un’adolescente: la rottura del primo grande amore. Qualunque ragazzina si riconoscerà  in Bella, che resta apaticamente su una sedia per mesi perché abbandonata da Edward. Eppure il film affronta il tema in maniera superficiale e a volte anche con sufficienza. Come se gli autori considerassero non abbastanza preparato il proprio pubblico, tanto da dover spiegare più volte i concetti, o sottolinearne i significati, altrimenti le povere cerebrolese in sala non capirebbero (e visto che magari è vero, specifichiamo che l’ultima frase va letta in senso ironico). Il risultato è che il film finisce per essere noioso e indigesto, costruendo a tavolino il fascino dei protagonisti e l’amarezza di un impossibile triangolo amoroso tra l’umana Bella, il tormentato vampiro Edward e l’impetuoso licantropo Jacob. Insomma più che un film, una brutta puntata di Buffy.
Ci si interroga dunque sul suo enorme successo, tanto da essere diventato un culto non solo per le giovanissime. La risposta è tutto sommato semplice. Nella sua superficialità , la Meyer è riusicta a costruire una sorta di soggettiva emotiva di una ragazza come tante che ha la fortuna di vedere realizzato il sogno di tutte: un uomo bello, gentile, che si innamora a prima vista mettendo la propria donna al centro del proprio mondo facendone il proprio oggetto di desiderio fisico, mentale e emotivo. Se poi è un vampiro cosa cambia?
Mettiamoci dunque il cuore in pace e sopportiamo il fenomeno: tra poco più di due anni sarà  tutto finito e il poster cambierà  di nuovo.

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