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Che cosa hanno in comune un poliziotto romano e una ragazza indiana, un aiuto cuoco e una cameriera, un ricco uomo di mezza età e una massaggiatrice, infine una donna di spettacolo e un banchiere? Tutti hanno come obiettivo, come sogno, di convolare a giuste nozze, di vivere quello che è comunemente definito “il giorno più bello della propria vita”. Ma non è così semplice! Anche una volta che si sia trovato il partner ideale…l´organizzazione e la realizzazione del giorno del sì possono innescare una serie di eventi inaspettati e addirittura mandare in tilt la coppia.
Come, ad esempio, far comunicare il profondo Sud italiano della famiglia pugliese del poliziotto Nicola, con la raffinata élite indiana di ambiente diplomatico cui appartiene la fidanzata?
Non meno complessa l´impresa dei due precari Chiara e Salvatore che, senza il becco di un quattrino, devono offrire il pranzo a ben 72 parenti.
C´è poi il classico uomo di mezza età che, alla ricerca di una seconda giovinezza, vuole accasarsi con una giovane massaggiatrice; ma qui sarà il figlio, magistrato e apparentemente più serio e “sfigato” del padre, a mettere i bastoni fra le ruote.
Infine, può mancare nell´Italia dei giorni nostri la coppia Vip? Ecco quindi la soubrette Sabrina e il banchiere Attilio Panecci: belli, giovani, ricchi, sono preoccupati di invitare il maggior numero possibile di celebrità al loro “matrimonio del secolo” in un castello; peccato che non sono innamorati, il loro matrimonio è un´operazione di pubblicità per lei e di copertura per lui, e la chiesa sembra un set cinematografico.
Il film si serve degli stereotipi, ma li usa con intelligenza, ironizzando su di essi o ribaltandoli; ad esempio, nell´era dell´immigrazione si tende a vedere l´italiano come persona civilizzata e lo straniero, l´extra-comunitario, come inferiore o comunque meno raffinato. Che succede però se la patria è rappresentata da un contadino di un paesino pugliese e lo straniero da un ambasciatore indiano? Tutto cambia, e le risate non mancano, con un Michele Placido calato a pennello nella parte del grezzo e irascibile uomo di campagna.
I due precari ci stupiranno con la loro soluzione “al risparmio” per il giorno del sì, che si rivelerà anche più movimentato del previsto.
E anche il serissimo magistrato (un bravo Filippo Nigro) finirà per sorprenderci con le sue trovate.
Le quattro storie si incastrano e si intrecciano fornendo al film un ritmo serrato, colpi di scena e gag comiche. Tutti sono messi alla berlina: le famiglie degli sposi; il mondo dello spettacolo, palesemente irriso e mostrato come falso e corrotto; la polizia, che, anche se rappresentata più bonariamente, non è esattamente l´emblema del corpo di sicurezza affidabile.
Amore, società e famiglia ben si armonizzano in un film che è meno leggero di quanto possa sembrare e che, sul sentimento cui tutti aspirano e che può portare una coppia a essere “oggi sposi”, ci regala una massima: “dove ci sono le lacrime c´è anche l´amore.” Che le lacrime, però, siano sincere…


