06. Settembre 2009

Venezia 66 - Capitalism: a love story
di Ludovica Gazzè

moore-capitalism.jpgCrisi è stata la parola più usata quest’anno, Michael Moore non poteva non provare a trovare una risposta alle tante domande che ci si è fatti a riguardo. Iniziato sedici mesi fa, il film si chiede che ne è stato del sogno americano e della classe media che lo alimentava. Moore ricostruisce, così, il processo di deregulation che ha portato alla follia finanziaria che è la causa della crisi. Ma soprattutto, il regista si occupa della deregolazione etica che c’è dietro tutto questo.
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Venezia 66 - Io sono l’amore
di Ludovica Gazzè

guadagnino_amore.jpgI Recchi sono una famiglia dell’alta borghesia milanese alle prese con un inarrestabile discesa verso il precipizio. Alla morte del nonno, il nipote Edoardo, che, a differenza del fratello minore Gianluca è un ragazzo sensibile si trova, per volontà del defunto a dover gestire l’azienda di famiglia insieme al padre. Nel frattempo, però, conosce Antonio, giovane cuoco di talento con cui si butta nel progetto di un ristorante in Liguria. Lentamente gli equilibri si sgretolano: le donne di famiglia seguono le loro passioni, in barba alle convenzioni. E la tragedià è inevitabile.
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Freaks e grassi, al festival sbarcano le stranezze
di Ludovica Gazzè

2009-pubblico-02.jpgLa quarta giornata di festival ha visto un evento culturale interessante, in sezione Orizzonti. Si tratta della proiezione di Pepperminta, opera prima della videoartista Pipilotti Rist. Nonostante ci si potesse aspettare qualcosa di eccentrico e fuori dal comune, il film non ha mancato di suscitare grandi polemiche, con il pubblico puntualmente diviso in ammiratori e detrattori, più o meno in ugual misura. E’ come se la protagonista, una sorta di Pippi Calzelunghe femminista e libera da ogni inibizione avesse provato a liberare il Festival dalle convenzioni.
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Drag me to hell
di Marco Cavalleri

Locandina italiana di Drag me to hellChristine Brown, giovane funzionaria bancaria, aspira al posto di vicedirettore della propria filiale. Ne avrebbe quasi tutte le qualità: il quasi essendo rappresentato – secondo il suo capo – da una certa incapacità di prendere decisioni antipatiche. Quale miglior occasione di dimostrare facilmente il contrario negando una proroga del mutuo e umiliando una tal signora Ganush, anziana, malata e straniera? Ma non bisognerebbe mai giudicare dalle apparenze: e quando la cliente le scaglia contro una terribile maledizione, Christine si vedrà costretta a rivedere molte delle sue certezze e dei suoi supposti principi morali per tentare di salvarsi…
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05. Settembre 2009

Venezia 66 - Lourdes
di Ludovica Gazzè

jessicahausnerlourdesfotofilm.pngChristine, malata di sclerosi multipla, è in pellegrinaggio a Lourdes, non tanto per fede, quanto per sfuggire alla solitudine e alla prigionia delle sue quattro mura. Con lei ci sono altri malati, e gli accompagnatori dell’Ordine di Malta, ed ecco che iniziano a formarsi le più immediate dinamiche di gruppo, con invidie e gelosie, ma anche affetto. Christine dipende completamente dagli altri, e di lei si occupa Marie, una ragazza volontaria, ma presto attira le attenzioni anche di Cécile, la responsabile del gruppo, quasi una figura monacale, e di Kuno, un affascinante membro dell’Ordine.
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L’influenza asiatica
di Ludovica Gazzè

tsukamoto_tetsuo.jpgAl terzo giorno di Mostra, gli asiatici entrano prepotentemente sulla scena. E lo fanno con lo stile e l’eleganza a cui i migliori registi dell’est ci hanno abituato. Il primo per bellezza è Accident, di Soi Cheang, che alcuni già candidano, e meritatamente, al Leone d’Oro. E’ un film di genere, un noir nella migliore tradizione di Hong Kong, ma va oltre, nella psicosi del protagonista.
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04. Settembre 2009

La custode di mia sorella
di Davide Verazzani

lacustodedimiasorella.jpgAnna è una bimba undicenne la cui nascita è stata programmata dai genitori per far sopravvivere la sorella maggiore Kate, malata di leucemia. Dopo aver subito procedure mediche invasive di ogni tipo, Anna si rivolge a un avvocato per riavere libertà di decisione sull’uso del proprio corpo. La scelta divide la famiglia e mette i membri uno contro l’altro, oltre a far rischiare la vita alla fragile Kate…
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Non di sola politica vive l’Italia
di Ludovica Gazzè

pubblico66.jpgLa seconda giornata di Festival, è stata sicuramente in parte dominata almeno per quel che riguarda le attese mediatiche dalla presentazione di Videocracy, documentario sul berlusconismo ma soprattutto sulla società che da esso è stata generata. Ma l’analisi politica dello scenario italiano non si limita a questo: con Le Ombre Rosse, di Francesco Maselli, si indagano i problemi di una sinistra d’elite che non è capace di fare proposte.
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Venezia 66 - Videocracy
di Ludovica Gazzè

videocracy.jpgErik Gandini presenta, congiuntamente nelle sezioni Giornata degli Autori e Settimana della Critica, il suo documentario sulla dittatura dell’immagine televisiva dell’Italia odierna, attraverso tre figure chiave: Ricky, un ragazzo bresciano che aspira ad arrivare in televisione, Lele Mora, l’agente di tutte le star televisive, e Fabrizio Corona, il paparazzo che ricattava le star, che nel film viene presentato quasi come un vendicatore.
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Venezia 66 - The Road
di Ludovica Gazzè

venezia-66-the-road.jpgTratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy, il film di John Hillcoat accompagna, attraverso un paesaggio apocalittico, un padre e un figlio nella loro camminata verso sud, alla ricerca di cibo e compagni di sventura. Qualcosa di terribile è accaduto al loro paese, scosso in continuazione dai terremoti, bruciato dagli incendi e ormai quasi disabitato. I pochi sopravvissuti si dividono in buoni e cattivi, e non ci si può fidare di nessuno. I buoni sono straziati tra istinto di sopravvivenza e paura di finire in pasto (e non solo metaforicamente) a chi si è lasciato alle spalle ogni scrupolo.
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