Milano Film Festival, ci manchi giÃ
Posted by Ludovica Gazzè | Posted in Cinema | Posted on 25-09-2009
0
Puntuale come ogni settembre, ad accogliere i milanesi al loro rientro dalle ferie, ecco il Milano Film Festival, giunto, ridendo, scherzando e bevendo birra, alla sua quattordicesima edizione.
Il suo bello è la riconoscibilità , con appuntamenti che sono diventati un must per la movida della città , come gli aperitivi a tempo di musica live sul sagrato del Piccolo Teatro, o la maratona di corti di animazione, quest´anno raddoppiata, o, anche, gli appuntamenti più politici, come la sezione Colpe di Stato, dedicata a documentari su stati e situazioni non democratici, o la giornata dedicata alle tematiche dell´immigrazione.
Ogni anno, però, è visibile un sempre maggiore impegno nella programmazione, un´attenzione ai dettagli e ad ampliare il pubblico. Si è passati da un cinema più elitario e marginale a nomi anche d´impatto, anche se sempre scelti in un panorama riconoscibile agli aficionados. Questo processo era già culminato l´anno scorso con la rassegna dedicata all´opera omnia di Terry Gilliam, e quest´anno si è andati oltre.
La rassegna monografica, infatti, si è sdoppiata, e sono state proiettate le intere filmografie di Avi Mograbi, documentarista israeliano molto affermato, e del nostro beneamato Ermanno Olmi. Continua, poi, la collaborazione con il Festival MiTo, con cui il Milano Film Festival ha organizzato la rassegna Invisible Japan, dedicata a dieci film mai distribuiti in Italia di autori quali Takeshi Kitano o Shinya Tsukamoto insieme a giovani cineasti promettenti. Per non parlare di alcuni eventi “col botto”, almeno per il pubblico che solitamente segue il festival, come le visioni, in anteprima del nuovo film di Michel Gondry (pur se si tratta di un documentario, anche se molto piacevole, sulle scuole in cui insegnò sua zia) e del film-racconto La Faccia della Terra, scritto e interpretato da Vinicio Capossela, che è stato ospite del festival anche come musicista. Proprio guardando la selezione musicale di quest´anno si poteva percepire l´innalzamento della qualità : hanno suonato i Quintorigo, i Calibro 35, i Jet che hanno voluto fare una piacevole deviazione dal loro tour, e Dente, con concerti gratuiti molto partecipati.
Ma fin qui nulla si è detto dei concorsi principali del Festival. Rimediamo subito con una profusione di complimenti e lodi per la selezione: in entrambe le sezioni tanti bei film, da far concorrenza alle Giornate degli Autori di Venezia (anche qui solo opere prime e seconde). Nel concorso dei lungometraggi, in particolare, non si era mai vista tanta qualità . Opere curate, esteticamente molto belle e significative. Finalmente un concorso davvero degno di essere chiamato internazionale. Da citare, in particolare, alcuni titoli. Ha commosso tutti il cinese Li Tong, ad esempio, storia di una bambina che perde l´abbonamento dell´autobus e, non avendo i soldi per tornare a casa, cammina spersa in una Pechino che sembra di vedere davvero per la prima volta. E a bocca aperta è rimasto il pubblico di un Teatro dal Verme gremito per l´occasione (l´autore è Premio Oscar per il cortometraggio Harvie Krumpet), alla proiezione di Mary and Max, lungometraggio di animazione cronaca di un´amicizia improbabile tra una bambina australiana un po´ bruttina e un newyorkese di mezza età con le rotelle non del tutto a posto. Belli e divertenti sono anche Unmade Beds, film pronto a diventare un cult su un ventenne spagnolo che sbarca in uno squat di Londra alla ricerca del padre, e Here and There, film serbo dai dialoghi spiazzanti in cui il protagonista, un musicista squattrinato e senza ispirazione si ritrova a Belgrado per sposare una ragazza a cui serve un visto per gli Stati Uniti. E se questi ultimi due film hanno qualche possibilità di uscire sugli schermi italiani, sicuramente non vedremo i due giapponesi in concorso: il vincitore del Festival, Left Handed, film lentissimo ma dall´estetica che lascia senza fiato e dalla psicologia acutissima sul fenomeno degli adolescenti auto reclusi, o il suo connazionale The Dark Harbour, dolce e ironica storia di un pescatore solitario.
Anche quest´anno il festival è finito, e stavolta ancora di più, viste le premesse, che non resta che aspettare l´anno prossimo.


