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Locarno 2009 – Laughter and forgetting

Posted by Davide Verazzani | Posted in Locarno 2009 | Posted on 15-08-2009

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friedkin Locarno 2009   Laughter and forgettingPochi attimi ancora, e il festival sarà  concluso. Ombrelloni immaginari si chiuderanno e la lunga vacanza terminerà , per farci riapprovare in una realtà  che immaginiamo, fuori dalla sala dove ci appollaiamo a rincorrere i sogni. Poche note, allora, per ricordare gli ultimi fasti.

Sono da sottolineare tre documentari italiani di ottima fattura, con il pregio della riflessione che è tipica del genere ma a volte avvincenti come film di fiction.
Il primo è Il mio cuore umano (in onda su Raitre il 20 agosto), il nuovo lavoro di Costanza Quatriglio con cui la regista romana indaga la vita vera di Nada, idolo delle folle a 15 anni, musa del rock alternativo a 50. Un lavoro che parte dall´omonimo libro scritto dalla cantante livornese per scandagliarne l´animo, con sincerità  e ruvidezza esemplari. Un´emozione forte, da seguire e condividere.
Il secondo è Lo specchio, che narra la storia vera di Pierfranco Midali, sindaco di Viganella, sperduto borgo delle montagne piemontesi privato della luce del sole fra novembre e febbraio. Per ridare luce alla piazza del paese, il sindaco decide di piazzare un enorme specchio sulla montagna, che rifletta i raggi del sole e li trasporti al paese. Il film non è solo la storia del coraggio e della cocciutaggine di un uomo che usa la tecnologia e il consenso popolare per dar vita a un sogno, ma anche un esempio di buon governo e tolleranza, dato che proprio accanto al luogo dello specchio vive una piccola comunità  buddista formata da qualche famiglia di tedeschi immigrati negli anni ´70. Il film ha la capacità  di trasmettere, con immagini palpitanti e molta ironia, un messaggio di ottimismo e speranza bandendo del tutto la retorica. Da sottolineare il montaggio, difficile ma ottimamente riuscito, di Annalisa Schillaci.
Last but not least, Grandi speranze, con cui i coniugi Massimo D´Anolfi e Martina Parenti ritornano a Locarno dopo l´ottimo I promessi sposi del 2007, stavolta sottolineando pregi e miserie di 3 giovani imprenditori italiani. Ripresi nella loro quotidianità  lavorativa, spesso in scontri con partner o dipendenti, i tre si mostrano senza pudori, offrendoci la visione di una giovane generazione imprenditoriale italiana dedita molto al successo e ai grandi temi ma poco a contatto con la realtà . La camera si insinua fra le pieghe di comportamenti a volte al limite della decenza, dando un ritratto impietoso quanto reale di un mondo che sembra rimasto alla mancanza di scrupoli degli anni ´60. Un documento di grande importanza, data il pressocchè totale disinteresse del mondo del cinema per ciò che accade davvero nel mondo del lavoro oggigiorno.
Quattro film di finzione hanno accompagnato l´ultimo giorno di Festival. Poco da dire, se non che Akadimia Platonos, del greco Filippos Tsitos, ha il pregio di raccontare con tocco leggero e kaurismakiano un mondo fatto di bassezze e piccole tragedie, non ultima l´intolleranza verso un´immigrazione che si dà  da fare per sopravvivere, in un´Atene marginale popolata da quarantenni vitelloni senza fascino. Accademico La cantante de tango, di Diego Martinez Vignatti, che mostra l´elaborazione del dolore di un abbandono da parte di una cantante argentina in odore di successo, attraverso vicende che hanno un immediato sapore di deja vu: bravi gli interpreti, belle le immagini e la musica, ma la storia proprio non c´è. Irritante Nothing personal, dell´olandese Urszula Antoniak, che riempie la storia di un incontro, nella campagna irlandese, fra una giovane donna in fuga dai ricordi e un intellettuale di mezza età  in preda alla depressione di simbolismi ripetuti, gesti inconsulti, paranoie insensate, andando poi a concludere esattamente dove si poteva prevedere fin dall´inizio. Irrisolto, invece, She a chinese, di Xiaolu Guo, che si avvale della splendida interpretazione di Huang Lu (possibile Pardo come miglior interprete) ma si avvita intorno a se stesso nella narrazione di incontri/scontri di una giovane ragazza prima in una Cina rurale e devastata, poi in una Londra multietnica e pericolosa.

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