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Un gelido inverno

La 17enne Ree è costretta a cercare il padre, misteriosamente scomparso dopo aver impegnato la casa di famiglia per pagarsi la cauzione e uscire di prigione, per evitare di vedersi pignorata l´abitazione dove accudisce la madre catatonica, il fratellino e la sorellina. Comincia un viaggio all´interno...

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La casa sulle nuvole

Posted by Giuliana Dea | Posted in Cinema | Posted on 09-05-2009

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la casa sulle nuvole La casa sulle nuvoleMichele e Lorenzo Raggi vivono nella casa del padre, scomparso dodici anni prima. Un giorno scoprono che il padre ha venduto la casa, e che saranno costretti ad andarsene. Saputo che il padre vive in Marocco, Michele parte per andarlo a cercare e per riavere indietro la casa. Lorenzo, che del padre non ha molti ricordi, lo segue…

La casa sulle nuvole è un road movie. E come in tutti i road movie che si rispettino, i protagonisti partono per trovare qualcosa. In questo caso abbiamo due fratelli di età  e generazioni differenti (Michele, un trentenne incapace di intrattenere rapporti sereni con nessun essere umano, interpretato da Adriano Giannini, e Lorenzo, un ventenne dal temperamento artistico, interpretato da un Emanuele Bosi alla sua seconda esperienza cinematografica), che sono costretti loro malgrado a ritrovare il padre Dario, a sua volta figlio di una generazione che ha decostruito i valori di una società  senza essere in grado di ricostruirne altri. Si potrebbe dire che appartiene a una generazione fallimentare (la stessa che attualmente ha l´età  per governare, che è nei posti di potere e che ha messo al mondo i figli meno capaci di crescere che si siano mai visti da 40 anni a questa parte): non può sorprendere, quindi , che quest´uomo non sia in grado di valutare ciò che è bene e ciò che è male per i suoi figli, e tantomeno che non li consideri al punto di non comunicare con loro per un tempo infinito, senza chiedersi chi sono, cosa sono diventati e come vivono.
La riconciliazione tra questi sconosciuti è difficile, anche perché dovrebbe avvenire a Marrakesh. Marocco.
Il luogo ideale per una fuga a due passi da casa, perché Marrakech è vicina a Roma, ma è lontana centinaia di migliaia di chilometri per mentalità  dall´Italia del 2000. Per esempio in Marocco la famiglia, o meglio il rispetto per l´autorità  paterna, continua ad avere una rilevanza. Sarà  per questo che l´unica scena in cui Michele riesce a far cadere la sua naturale ritrosia verso gli esseri umani è proprio quando si trova davanti una famiglia marocchina che gli apre le porte e lo tratta come un ospite gradito perché è un amico del figlio.
Dispiace non assistere più spesso, nella storia, a scene di vita marocchina da confrontare con la vita occidentale dei tre italiani: probabilmente in questa assenza del Marocco si trova una delle mancanze del film e la storia perde una parte importante.
Ma riusciamo ad arrivare lo stesso alla fine senza che l´attenzione cada (e nonostante Adriano Giannini…) e possiamo arrivare all´accettazione di Dario insieme ai due fratelli, riconciliati con un padre che non potrà  mai essere un padre tradizionale.
Ecco, forse si poteva fare a meno di qualche frame nel lungo pellegrinaggio in mezzo al deserto, più simile a uno spot pro Marocco che a un´effettiva scelta basata sull´economia della storia.
Ma sono lungaggini che si possono tranquillamente perdonare a un´opera prima italiana che ha il pregio di raccontare qualcosa di interessante uscendo dal solito schema tre camere-cucina imposto dalle produzioni.
Claudio Giovannesi d´altronde non è nuovo alle storie multiculturali, come dimostra il suo documentario pluripremiato Welcome Bucarest. Attendiamo l´opera seconda per sapere se c´è finalmente un nuovo giovane autore (e ce ne sarebbe bisogno…) nel panorama italiano.

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