Riunione di famiglia
Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Cinema | Posted on 30-03-2009
Tag:Festen, Festival-Internazionale-del-Film-di-Roma, Riunione-di-famiglia, Teodora-Film, Thomas-Vinterberg
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Una piccola cittadina danese festeggia il 750° anniversario dalla fondazione e i lavori fervono nervosamente, anche perché è previsto l´arrivo del celebre Karl Kristian Schmidt, nato e cresciuto lì prima di partire alla ricerca di notorietà e diventare un famoso cantante d´opera, probabilmente l´unico contributo per cui viene ricordata l´amena cittadina. Anche Sebastian, nervoso e balbuziente cameriere dell´albergo in cui pernotterà il cantante, partecipa ai preparativi della serata di gala, e la sua vita sentimentale si vedrà complicata dall´arrivo di una vecchia fiamma, Maria, proprio quando sta rimettendo in discussione la sua vita sentimentale con Claudia. I complicati moti dell´animo del tormentato giovane risvegliano in Karl Kristian un supposto senso paterno, giusto quel po´ che porterà la serata ad avere una serie di imprevisti, fino al tracollo totale di una rissa furibonda scatenata da una scoperta sul passato dei due…
Thomas Vinterberg è il regista di Festen, sulle ali del riconoscimento internazionale ha lasciato il porto natio dirigendo anche per il mercato americano (Dear Wendy). Ora, come Karl Kristian, ritorna in patria per filmare quello che, con il sottotitolo che accompagna l´opera, si dichiara come “il lato comico di Festen“. Poiché il nostro confessa di essere cresciuto in una comune hippy, i suoi ritratti famigliari non possono che essere disfunzionali. E qui l´idea, messi da parte i rigidi assiomi del “Dogma 95″, è quella di riprendere il discorso lasciato in sospeso con Festen, appunto, e trasporlo in chiave di commedia.
E la pellicola, già presentata al Festival Internazionale del Film di Roma, non si fa disprezzare, con il suo umorismo che, come spesso succede nel cinema nordico, si riveste di una sagacità ruvida e minimale (e come può essere altrimenti?: sentire la versione originale per capire quanto brutto ed ispido è il danese come lingua). All´arguzia si mescolano incantevoli scenari fissati nella fotografia di Anthony Dod Mantle (Dogville, 28 giorni dopo, The Millionaire), in un´opera che sembra felicemente costruita sulla figura dell´ossimoro e che ora la benemerita Teodora Film di Vieri Razzini ha scelto di far arrivare fino a noi, come tante piccole chicche prima di questa. Non un titolo da storia del cinema, ma senz´altro valido per trascorrere una piacevole visione.


