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Il falsario – Operazione Bernhard

Salomon “Sally” Sorowitsch è un abilissimo falsario ebreo, un fascinoso bohemien dal sorriso disarmante e dalla conquista facile. Nel 1936 viene arrestato a Berlino, e finisce a Mauthausen a spaccare pietre. Grazie alle sue abilità  pittoriche, riesce a ingraziarsi il direttore del campo...

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Diverso da chi?

Posted by Davide Verazzani | Posted in Cinema | Posted on 19-03-2009

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diverso da chi Diverso da chi?In una cittadina del nord-est, governata da un sindaco proto-leghista, si preparano le elezioni comunali. Il centrosinistra, per decidere il suo candidato, organizza le primarie che, per una serie di eventi imponderabili, vengono vinte da Piero, 35enne consigliere comunale dichiaratamente gay. Il suo partito, per controbilanciare la sua affermazione, gli impone come vicesindaco Adele, una convinta centrista fautrice dei valori tradizionali e contraria persino al divorzio. Tra i due c´è ovviamente poco feeling, ma grazie anche ai consigli di Remo, convivente di Piero, il ghiaccio iniziale si scioglie e nasce una collaborazione che fa guadagnare punti nei sondaggi. Ma da cosa nasce cosa, e quindi…

C´è un filone della commedia all´italiana che da sempre è attento ai fenomeni di costume. Un tempo erano gli sceneggiatori che fiutavano l´aria e scrivevano film che erano antesignani degli instant-movies; ora ci sono le ricerche di mercato, gli uffici marketing, i pool di pseudo-pensatori che ricercano temi da affidare allo sceneggiatore di turno. In Diverso da chi? si è trovata, da un punto di vista progettuale, la quadratura del cerchio: da un lato un progetto preciso pensato da Cattleya per l´inizio della collaborazione con Universal, dall´altro l´abile e agile penna di Fabio Bonifacci, dall´occhio attento quasi come i suoi predecessori degli anni ´60 nel cogliere le sfumature del sociale. Si potrebbe pensare dunque a un risultato soddisfacente, ma purtroppo non è del tutto così. Se è infatti intelligente l´attenzione garbata e mai volgare (nelle parole e nelle movenze) al mondo omosessuale, appare zuccherosa l´ambientazione familiare delle relazioni e inverosimile il buonismo di fondo che la permea. La politica inoltre, motore iniziale delle vicende, viene ben presto accantonata per far risaltare il rapporto che si crea fra i tre protagonisti, per poi tornare in luce in momenti quasi esclusivamente comici; tra l´altro, le scene in cui la politica è protagonista sono non solo fra le più riuscite, ma anche le più credibili, a partire dalla rappresentazione del sindaco che erige muri contro la criminalità  fino alle divisioni assurde all´interno dello schieramento di centrosinistra. Spiace quindi che alcune situazioni topiche, anche se facenti parti del bagaglio quasi obbligatorio di una commedia, siano davvero tirate troppo per i capelli: la spiegazione finale ai genitori dell´asilo, per esempio, lo shopping in centro dei due candidati senza che nessuno li riconosca, lo stesso cambiamento, così repentino, di Adele. Non si pretendeva da Bonifacci né dall´esordiente regista Umberto Carteni una riflessione alla Milk (per prendere ad esempio un altro recentissimo caso di film che mischia omosessualità  e politica), ma forse ci si poteva aspettare qualcosa di più tagliente e con meno concessioni al grandissimo pubblico. Comprese le recitazioni, quasi del tutto monocordi, dei tre protagonisti Luca Argentero, Filippo Nigro e Claudia Gerini (meglio, molto meglio anche se poco sfruttate, le doti da caratteristi di Francesco Pannolino, il sindaco destrorso, e Antonio Catania, il viscido capogruppo di sinistra).
Un filmetto senza infamia e senza lode, che pochi ricorderanno anche solo fra pochi mesi. Utile solo per maniaci dei multisala che arrivano in ritardo all´appuntamento con il loro film preferito e si trovano solo questo in programmazione.

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