Il mai nato
Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Cinema | Posted on 23-02-2009
Tag:Christopher-Nolan, David-S.-Goyer, Il-mai-nato, Nolan
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Quando Casey inizia ad avere strane visioni premonitrici con un bambino inquietante come protagonista, la sua vita entra in una spirale di terrore nella quale non saranno risparmiati né gli amici né il suo lavoro di baby sitter. Quello che le appare è un dybbuk, un demone o anima di una persona deceduta che si insidia nel corpo dei vivi per tornare a vivere e, nel caso specifico, a uccidere. La ragazza passa all´attacco investigando prima presso il padre, poi presso parenti che nemmeno sapeva di avere e scopre che il segreto di queste apparizioni si nasconde nel suo passato e in un gemello mai nato che ha fatto impazzire la madre spingendola al suicidio. Ora, a quanto pare, lo spirito letale ce l´ha con lei e solo un esorcismo ebraico potrà salvarla…
Per quanto mi riguarda David S. Goyer rimane una personalità piuttosto contraddittoria nel mondo dell´intrattenimento cinematografico statunitense. Sceneggiatore quotato, passa piuttosto disinvoltamente da produzioni ad alto budget ad altre di minori ambizioni. Per intenderci, è lo sceneggiatore della nuova rinascita di Batman per la firma di Christopher Nolan, due capitoli (per ora) di cui il secondo è entrato nella lista dei primi cinque maggiori incassi di tutti i tempi. È anche lo sceneggiatore della trilogia del vampiro diurno e marzialista Blade, iniziata in sordina ma cresciuta nel corso degli episodi, tanto da portarlo a dirigerne il terzo capitolo, Trinity. Ovviamente il suo passaggio alla regia ha fatto levitare le sue azioni negli uffici degli executive, poiché sta per intraprendere la regia di uno spin off dedicato agli X Men che vede come protagonista, dopo Wolverine, Magneto. Nel mentre Goyer continua a farsi le ossa con titoli come The Invisible, nel 2007, e ora questo Il mai nato. Che visto il risultato, diciamolo subito, ci fa sorgere il sospetto che le qualità che hanno portato ad eccellere film come Batman Begins e The Dark Knight vadano cercate in chi li ha diretti, non nella penna di chi li ha scritti.
The Unborn, infatti, è un film di genere che non supera mai la soglia del dignitoso e spaventa in alcuni momenti più per le smanettate sulla manopola del volume che per le inquietanti atmosfere che riesce ad evocare. Peccato, perché alcuni spunti originali il film li aveva. Una premessa storica che va a scavare nel passato fino ad arrivare ai campi di concentramento nazisti e agli efferati esperimenti del dottor Mengele, e un curioso esorcismo secondo un rituale ebraico che ci pareva di non aver mai visto né di averne mai sentito parlare prima. A conti fatti, però, il surplus del film è anche quello che lo fa affondare nel ridicolo. Perché, se rimaniamo nell´ambito dei feti, niente permane più agghiacciante della spaventosa realtà del rumeno 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni che, per carità , era giustamente tutt´altro film ma pur sempre più spaventoso di questi mocciosetti digrignanti. Oppure, in fatto di infanzia tradita, si veda cosa è riuscito a fare lo svedese Tomas Alfredson con il recente Lasciami entrare. Film che fanno penetrare l´inquietudine sotto pelle anche a distanza dalla visione. Qui, invece, dopo pochi minuti dall´accensione delle luci in sala si è già dimenticato tutto, a parte un finale confuso e abborracciato e il fatto che la pellicola presenti molte più somiglianze con L´esorcista di quanto un hommage possa concedere e di quanto l´autore voglia ammettere, senza però avere l´occhio angosciante e pessimista di William Friedkin. Diventa un´opportunità per i direttori del casting di segnarsi i nomi dei probabili volti che sfonderanno nell´immediato futuro, come quello della bella Odette Yustman (Casey, già vista tra i protagonisti di Cloverfield) e del fidanzato Cam Gigandet, vampiro cattivo in Twilight e domani chissà . Oppure di vedere una diafana Carla Gugino in un cameo e un Gary Oldman che, in controtendenza, recita un rabbino buono ma pur sempre un ruolo alimentare. E spazio anche per vecchie glorie come James Remar, guerriero della notte sul quale da tempo è calato il crepuscolo.
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