Bride Wars - La mia migliore nemica
La bionda Liv e la brunetta Emma sono cresciute con la loro amica nel cuore e un’unica idea in testa: convolare a nozze regali nel fasto dei saloni del Plaza Hotel. Quando le incontriamo ormai nell’età giusta per il grande passo, Liv è diventata una grintosa avvocato di un prestigioso studio legale, Emma invece un’insegnante statale che da anni mette da parte i risparmi per il gran giorno. Che arriva presto, poiché entrambe sono fidanzate con due meravigliosi ragazzi tanto sbiaditi per quanto dolcissimi. Mal gliene incoglie, perché, causa un disguido dell’agenzia matrimoniale a cui si sono affidate, la loro data di nozze è stata fissata lo stesso giorno: il 6 giugno. Quella che sembrava un’amicizia inviolabile diventa in breve una guerra senza esclusione di colpi per la realizzazione di un sogno che finisce per assomigliare a un brutto incubo. Il giorno delle nozze l’armistizio non è ancora stato firmato, ma…
Kate Hudson, anche produttrice del film, percorre spedita e imperterrita la strada di reginetta della commedia non avendo nemmeno bisogno di sbaragliare la concorrenza, ora che molte delle ex in tale campo si sono sgonfiate (come Meg Ryan o Jennifer Lopez) oppure sono passate a ruoli più impegnativi (come Reese Witherspoon o Jessica Biel), e dimostrando di voler raccogliere il testimone della madre Goldie Hawn, occhioni blu sgranati a presidiare i botteghini delle commedie americane degli anni Settanta. A darle una mano scende in campo Anne Hathaway, occhi da cerbiatta e corpo da grissino che qui si scopre anche sexy, una che ha giusto assaggiato le strade del dramma con I segreti di Brokeback Mountain e Rachel sta per sposarsi, ma che non dimentica che la commedia l’ha traghettata al successo molto prima di Il diavolo veste Prada, quando, ai tempi di Pretty Princess e Principe azzurro cercasi, si candidava come erede di Julia Roberts. Le due insieme non sono belle ma, potere del make up e delle acconciature, sono molto gradevoli oltre che affiatate e credibilissime nella parte delle amiche del cuore. In fatto di bravura non sapremmo dire chi prevale sull’altra, certo è che, a livello di complessità, emerge il personaggio di Emma, carattere arrendevole che, per necessità, sa colpire come un serpente e soffrire nella sua solitudine.
Non è solo per la presenza delle due attrici protagoniste che definiremmo Bride Wars come un film tutto al femminile. Escludendo il regista, Gary Winick, due dei tre sceneggiatori sono donne, Casey Wilson e June Diane Raphael che arrivano dal mondo del Saturday Night Live, ed è sicuramente per questo che la loro penna intrisa nel vetriolo riesce a tratti a scagliare micidiali frecciate sul misterioso e delicatissimo mondo dell’amicizia femminile nonché a rendere giustizia alla psicologia del “gentil sesso”. Elettivamente ci sembra di stare dalle parti delle commedie dedicate alle donne da George Cukor, con una spruzzatina di umorismo alla W. S. Van Dyke. Se proprio dovessimo storcere la bocca sarebbe sull’impianto della sceneggiatura che non ha mai gran colpi d’ala né dà particolari sorprese (inevitabile quindi l’happy ending finale), ma anche così, nel complesso, non si avrà l’impressione di aver completamente buttato via un’oretta e mezza della propria esistenza. Il che, ultimamente, potrebbe anche rivelarsi un pregio.
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2 Commenti
1.
cristina scrive il 22 Febbraio 2009 alle 21:09
Andare al cinema per me è come chiedere a mia madre: mamma mi racconti una storia? Non è che da piccoli chiedevamo che ci venisse raccontata la Storia, avevamo solo bisogno di sentire quello che succedeva in un paese lontano, lontano, tanto tempo fa’. E ci divertivamo.
Questa è la storia di due ragazze per bene, diverse tra loro quel tanto che basta per far pensare che si compensano l’una con l’altra: una è capricciosa, prepotente, sicura di sé e bionda, l’altra è misurata, accomodante, remissiva e bruna, ma sono sinceramente solidali fin da quando erano bambine. Penso però che i riguardi, le carinerie, le delicatezze che si scambiano in nome dell’amicizia siano esagerate. Ogni donna che guarda il film sa di non comportasi così con le sue amiche e non per questo non le ama, ma poi una pensa: ah, già! Sto guardando una commedia al femminile! E si rende conto che siccome non tutto quello che viene detto sulle donne nelle commedie di donne è vero, si mette in pace con la coscienza.
Allora queste due ragazze sono belle, sane, colte, economicamente autonome e già conviventi con il proprio ragazzo, ma sognano il matrimonio. Anzi, sognano la cerimonia matrimoniale.
Moltissime di noi che “hanno sposato” sanno che anche il matrimonio più frugale richiede preparativi lunghi e costosi e chi dice che ha organizzato in quattro e quattrotto una cerimonia perfetta è bugiarda e andrà all’inferno. Ma in questa storia le due ragazze sono veramente pazze. Sono pazze nella ricerca della perfezione per il maestro di cerimonie, l’abito, il posto dove celebrare, il giorno e il mese in cui celebrare, i fiori, le partecipazioni, il DJ, il maestro di danza, il colore dei capelli, il colore dell’incarnato, la musica d’accompagnamento, i regali, le scarpe, i vestiti della damigelle, tranne che nella ricerca del marito. Cioè, il fidanzato c’è ma è quello giusto?
Si capisce subito che non può andare avanti così e quando le cose precipitano uno invece di agitarsi si rilassa: tra le due si insinua il sospetto che l’altra possa organizzare una cerimonia migliore a scapito dell’altra e dal momento in cui arrivano, senza prove né testimoni, a condannare l’altra di cospirazione anti-matrimoniale la guerra tra le due si scatena.
Si calunniano reciprocamente e una rovina all’altra quanto di più prezioso si possa mostrare (pudicamente) in un matrimonio, ovvero i capelli e la pelle, senza contare l’imbarazzo procurato a parenti e amici comuni mostrando (molto meno pudicamente) i loro vizietti privati.
Lo ammetto, mi sono divertita come una comare alla finestra che guarda altre due che fanno a capelli.
Un mio amico mi dice che queste ragazze non sono veramente amiche se si trattano così. Io non credo: se l’amicizia fosse esclusiva di quelli che non hanno mai pensato male del prossimo non esisterebbe. Questo amico dice pure che due uomini non sarebbero arrivati a tanto. Io non credo e basta.
Insomma questa storia sembra scontata: le donne non possono essere amiche tra loro; le donne badano solo alle apparenze; le donne conservano nel cuore un unico sogno, il matrimonio.
Non è scontata invece l’evoluzione dei personaggi: la ragazza antipatica diventa ragionevole e quella giudiziosa diventa arrogante. Meno male.
2.
Tullio scrive il 14 Marzo 2009 alle 02:38
Forse per vie un po’ diverse e con passo differente, ma mi pare di capire che alla fine siamo arrivati entrambi alla stessa meta. Grazie per leggerci, Cristina, e per condividere con noi le tue impressioni. So long.