Italians
Posted by Sara Sagrati | Posted in Cinema | Posted on 23-01-2009
Tag:castellitto, itaLIANS, Scamarcio, verdone, veronesi
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Film a episodi che vorrebbe indagare i vizi e le virtù degli italiani all´estero. Nel primo episodio Riccardo Scamarcio e Sergio Castellitto sono autotrasportatori con un carico di Ferrari rubate verso Dubai. Nel secondo Carlo Verdone è un dentista in crisi che va a Sanpietroburgo per un convegno di lavoro cercando anche di rifarsi una vita.
Sarebbe facile, smontare Italians cercando di accostare questo film a episodi alla commedia all´italiana classica. Facile rimpiangere le sceneggiature di Age e Scarpelli, la regia di Dino Risi e le grandi maschere inventate da Sordi, Gassman o Manfredi.
Sarebbe facile, anche se in fondo sarebbe anche un atteggiamento profondamente qualunquista.
Quell´epoca d´oro è infatti passata da oltre 20 anni e sebbene qualcuno ogni tanto riesca ad imbroccare la strada giusta, bisogna iniziare a rassegnarsi all´idea che il genere commedia all´italiana non esiste più.
Quindi cerchiamo di guardare al film senza la nostalgia del passato, ma cercando di vedere cosa ci propone il presente.
Italians di Giovanni Veronesi è una commedia a episodi che vuole indagare vizi e virtù della italica gente, in questo caso, durante un viaggio all´estero. La frase di lancio del film recita”ci facciamo sempre riconoscere…” e infatti gli italians di Veronesi sono ladri, puttanieri, fanno risse nei bar, finiscono in galera e assistono ad omicidi scappando in campagna. Certo non ci fanno una bella figura, ma tutti riescono a riscattarsi con gesti di generosità , o almeno questo era l´intento dello scrittore. Il problema è che le due storie che si susseguono sullo schermo non rappresentano l´italianità , ma il peggio dell´italianità e quindi il risultato è pressoché sconcertante. Certo, ci saranno molte persone che rideranno nel vedere Verdone vittima della prostituta sadica, o Castellitto che viene portato via dalla polizia mentre si aggrappa ad una ragazza urlando “la mignotta, l´ho già pagata”. In fondo sono anche due tra le scene più divertenti, proprio perché caciarone come piace a noi italians. Eppure rimane lo sconcerto di ritrovarci nel 2009 davanti ad un cinema fatto da italiani che valutano il mondo in base agli spaghetti, al calcio, alle macchine e alle scopate che riescono a farsi.
Possibile che siamo rimasti ancora a questo punto?


