Lasciami entrare
Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Cinema | Posted on 09-01-2009
Tag:Lasciami-entrare, Tomas-Alfredson, Torino-Film-Festival, Twilight
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Stoccolma, Svezia, 1982. Oskar è un preadolescente che vive chiuso e solitario la sua grama esistenza di ragazzino angariato dai compagni bulli, sognando vendette sanguinarie e mal compreso dai genitori separati. Sembra trovare comprensione solo nella nuova vicina appena arrivata nell´appartamento accanto al suo, la dodicenne Eli. La quale, però, ha uno strano odore, esce solo col buio e vive un rapporto morbosamente simbiotico col padre, che spesso la lascia sola di notte. Oskar imparerà presto che Eli è un vampiro, che il padre di lei esce per irretire, con fredda determinazione da serial killer, le vittime il cui sangue diventerà il suo pasto, ma la cosa, invece che spaventare il ragazzo, rafforzerà la loro amicizia, un´amicizia pur sempre pericolosa, e li spingerà ad affrontare insieme i pericoli di un mondo ostile, sia esso abitato da adulti distanti o da spietati ragazzini…
È passato il tempo in cui era il caldo a caratterizzare i vampiri (Il buio si avvicina di Kathryn Bigelow, Vampires di John Carpenter). 30 giorni di buio (di David Slade: Alaska) e Twilight (di Catherine Hardwicke: Stato di Washington) ci hanno convinto che è il freddo l´elemento favorito delle creature della notte. A questi si aggiunge una nuova pellicola che arriva addirittura dalla gelida Svezia, non solo più, quindi, paese di Ingmar Bergman e dell´Ikea, ma capace anche di sfornare film di genere che non difettano di un piglio autoriale. E il consiglio è che, vista la mediocre offerta cinematografica di questo periodo natalizio, se volete riconciliarvi non solo con le festività ma anche con il cinema di qualità , Lasciami entrare dell´inedito (per l´Italia) Tomas Alfredson è il film che fa per voi.
Tratto da un recente romanzo di John Ajvide Lindqvist con, pare, numerosi elementi autobiografici, il film si era già guadagnato un notevole apprezzamento da parte del pubblico all´ultima edizione del Torino Film Festival. E, data la recente uscita del film della Hardwicke che ci porge il destro per un evidente per quanto sminuente paragone, l´opera di Alfredson non è tanto la risposta europea a Twilight, quanto piuttosto la dimostrazione che il cinema di cassetta americano non potrà mai raggiungere la profondità espressiva di un´opera pensata come processo autoriale, anche quando quest´ultimo si concede tutti gli elementi e gli effetti speciali del genere horror. Per cui se Twilight è un prodotto pensato e confezionato per il pubblico adolescenziale, autoreferenziale e, per dirla con Christian Metz, come per le sartine capace di rinchiudere gli adolescenti nella loro sfera adolescenziale con bravi ragazzi intenti a cercare il consenso dei loro bravi genitori, Lasciami entrare è un raro esempio di horror, prima ancora che per i mostri, per come riesce a ritrarre tutto l´orrore insito nell´esperienza di crescere nell´adolescenza. Fatto di tempi rarefatti, di ambientazioni oscure, di interni freddamente geometrici, di rapporti umani determinati da un´indifferenza dell´anima, il film di Alfredson è un lancinante grido di solitudine esistenziale in cui l´unica soluzione possibile è accettare fino in fondo la propria natura, lasciare entrare nella propria sfera emozionale quello “giusto” (è il senso del titolo originale), acconsentire a diventare adulti, e quindi crescere, anche quando, e soprattutto, ci si lascia tutto e tutti alle spalle.
Ci piace pensare che se Franà§ois Truffaut, amante di adolescenti arrabbiati che fanno i “quattrocento colpi” (come a dire: il diavolo a quattro), avesse diretto un film horror sui vampiri, avrebbe realizzato proprio un film come Lasciami entrare, dove l´invocazione è un invito ad accogliere l´affetto in un mondo dove gli affetti sono dimenticati e gli adolescenti non trovano alcun esempio da seguire negli adulti. La regia di Alfredson è talmente icastica e con momenti di reale e cruda paura da aver subito colpito la fantasia di registi come Sam Raimi, J.J. Abrams e Danny Boyle, i quali stanno già pensando a un remake americano. Alfredson, per tornare a quello che si diceva prima, ha prontamente annunciato che non parteciperà alla versione americana, proprio perché tutta la sua poetica e il suo rigore li ha espressi in patria. Quello che farebbe fuori sarebbe soltanto compromesso e ridondanza.
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vampiri svedesi rarefatti e geometrici? se mi piacessero gli horror quasi quasi lo vedrei
Vedilo, Eva, vedilo. Se ti piacessero gli horror, mi complicherei di meno la vita.
Ho visto LASCIAMI ENTRARE e sto cercando qualcuno che mi spiegni qualcosa che non riesco a far quadrare nel mio cervello.
Comincio:
1. perchè la ragazzina (Eli) dice di sè che non è una femmina quando ne ha tutte le caratteristiche esteriori?
2.quello che dice di sè, ha qualcosa a che vedere con la “cucitura” che ha in grembo?
3. che rapporto c’è tra il padre del ragazzino (Oskar, il protagonista) e l’ospite che si presenta inaspettato (e forse sgradito a Oskar) durante uno dei fine settimana che padre e figlio passano insieme?
Io sono qui. Se qualcuno sa, dica.
Da ultimo qualche considerazione:
1. come fanno alcuni recensionisti a definire “degratata” la periferia di Stoccolma in cui si ambienta il film? Vivono in Italia o sono domiciliati a Montecarlo?
2. Ma è vero che a Stoccolma quando un’insegnante in aula legge un brano noiosissimo, gli alunni stanno ad ascoltarla adoranti?
3. Ma è vero che, sempre nella degradata Stoccolma, quando l’ultimo alunno esce dall’aula (con le pareti senza manco un graffito), ha cura di spegnere la luce e chiudersi la porta alle spalle?
Alla faccia del degrado!
Buona serata.
Dear Cristina,
essendo ormai passato più di un mese dalla mia visione del film ed essendomi, nel frattempo, riempito occhi e testa di ben altre stratificate immagini e visioni, per i primi tre punti non vorrei avventurarmi in ipotesi azzardate col rischio, come sempre succede in questi casi, di prendere delle belle cantonate. Magari ne riparliamo quando, copia alla mano, esce in DVD. Nel frattempo , se qualcuno è più fresco (non solo di occhi ma anche di memoria), si faccia pure avanti.
Per quanto riguarda le ultime considerazioni: 1) Guardo sempre anch’io con diffidenza i recensori che, più di qualche volta, mi hanno fatto sospettare di non possedere passaporto italiano; 2) Dipende dall’insegnante; 3) Anche in Italia gli alunni spengono le luci e si chiudono la porta alle spalle. Solitamente lo fanno prima di picchiare gli insegnanti.
Scrivici ancora, Cri. Mi fa piacere rilevare che la nostra posta è tornata a essere non più soltanto ricettacolo di spam!
volevo rispondere a cristina ^^
1,2 -anch’io mi sono posta la stessa domanda,ma mi sono risposta che,probabilmente,rifacendosi ad altri testi,l’autore si è appropriato della storia sui i vampiri che possono modificare alcuni tratti del loro aspetto esteriore..oppure semplicemente la mancanza del suo organo genitale gli/le ha apportato questo cambiamento ^^”
3 -l’amico è,possiamo dire,un alcolizzato che ha portato il padre di oskar verso l alcolismo..oskar infatti odia quell’uomo e nel libro spiega anche che ogni volta k si vedono i due finiscono per ubriacarsi..ma ciò non toglie che potrebbe esserci qualcosa di più..ma la storia non approfondisce di molto.
spero di esserti stata utile ^_^
infine vorrei fare i complimenti a questa recensione che descrive veramente la bellezza commovente di questo film e di questo libro *___*
io adooooooooooooooro il libro e il film è diventato uno dei miei preferiti.
di gran lunga molto meglio di Twilight dalla trama scontata e dai personaggi statici che mancano di un analisi psicologica interessante.
Con colpevole ritardo ringrazio Antonella. Vorrei anzi dire che mi sento prossimo alla commozione.