La duchessa
Posted by Tullio Di Francesco | Posted in Cinema | Posted on 23-12-2008
Tag:Festa-del-Cinema-di-Roma, Festival-Internazionale-del-Film-di-Roma, Georgiana-Spencer, keira-knightley, La-duchessa, Ralph-Fiennes
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Georgiana Spencer è felice di andare in sposa al duca del Devonshire, come si confà a una damigella della buona società inglese sotto il regno di re Giorgio: il matrimonio consentirà alla famiglia di accrescere prestigio e ricchezze. Quando, poi, appare evidente che il freddo e maturo marito è alquanto volubile in fatto di donne, la madre assicura la figlia che dovrà sopportare tutto ciò fino all´arrivo del primo erede maschio. Che fatica ad arrivare, poiché dal sodalizio nascono soltanto esemplari femmine. Georgiana (G. per il marito) sopporta le intemperanze del coniuge coltivando fama di donna estroversa e alla moda, milita tra le fila dei whig, accoglie in casa non solo la figlia illegittima del marito ma anche l´amica Bess, presto destinata a diventare la concubina del duca. Ma quando è Georgiana a intrecciare una relazione con il fascinoso, per quanto squattrinato, lord Grey, lo scandalo risulta intollerabile per il duca, che la costringe a prendere in considerazione il rango e la prole abbandonata a casa, nonché a rinunciare al frutto dell´amore fedifrago, un´altra bambina in breve affidata alla famiglia del padre legittimo. Quando i due focosi giovani si incontrano qualche anno più tardi, entrambi hanno accettato gli obblighi dello status sociale…
Evidentemente l´ultima vera grande star dell´attuale cinema inglese, Keira Knightley, non vuole deludere i suoi ammiratori, che si sono ormai abituati a vederla fasciata in costumi d´epoca, trine e merletti. E così, dopo averla vista nella trilogia dei Pirati dei Caraibi, in King Arthur, Orgoglio e pregiudizio, Espiazione e Seta (e con un Re Lear in arrivo), la ritroviamo nell´Inghilterra di fine Settecento a incarnare vita, tribolazioni e disavventure di Lady Georgiana Spencer, antenata diretta di Lady D., al secolo Diana Spencer, defunta moglie dell´attuale principe di Galles, la quale – l´antenata –, come la sua discendente, ebbe una tragica vita sentimentale, sacrificò i suoi sentimenti alle ragioni di stato e, non a caso, nel film è indicata con il termine di Lady G. La Knightley, dal canto suo, mette a disposizione di questa anticonformista ante litteram il suo corpo androgino sottoponendolo alle privazioni (infastidiscono le vertebre che spuntano dalla magrezza della nuca, e le nude carni rigate dai corsetti) e lanciando sguardi maliziosi con gli occhi da cerbiatta da sotto i cappelli d´epoca. Oramai non è più l´adolescente che abbiamo conosciuto ai tempi di Sognando Beckham o quando faceva la controfigura di Natalie Portman/Amidala nella Minaccia fantasma di George Lucas. Ormai è pronta ad affrontare ruoli maturi e tormentati in produzioni internazionali dal sofisticato appeal, in grado di aprire festival internazionali come quello di Venezia, Espiazione, o quello dell´ultimo Festival Internazionale del Film di Roma, questo La duchessa.
Film diretto dal televisivo Saul Dibb, che firma anche la sceneggiatura traendola da un libro di Amanda Foreman (edito in Italia da BUR) e confezionando un film sincero per quanto freddino: nel ritrarre la condizione sociale della donna all´epoca ma anche, e soprattutto, nel descrivere il cortocircuito tra sfera privata e pubblica laddove la servitù diventa testimone invariabilmente presente per quanto ignorata dalle classi superiori, per ciò che riguarda il primo aggettivo; nel delineare una vicenda permeata da un determinismo prevedibile nel suo assunto di fondo, per quanto riguarda il secondo aggettivo. Meglio aveva saputo fare Sofia Coppola quando aveva iconoclasticamente portato sullo schermo la gioia di vivere della teen ager Marie Antoinette nell´omonima pellicola, ma quello era tutt´altro film. Qui la pur brava Keira finisce per non regalare alcun colpo d´ala in un apologo scontato e cede terreno ai comprimari: da una terribile Charlotte Rampling, donna di controversi trascorsi come Georgiana, e che qui mostra nel volto tutta l´inflessibilità di una madre avvizzita nel sacrificio e nel rancore del suo ruolo sociale, alla graziosa Hayley Atwell (Bess) dagli zigomi e dal taglio degli occhi che ricordano quelli di Scarlett Johansson, senza parlare di Ralph Fiennes che, nella sua immane, glaciale bravura, riesce perfino a regalare umanità a un personaggio meschino e patetico come quello del duca del Devonshire.
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