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The Spirit

Posted by Sara Sagrati | Posted in Cinema | Posted on 20-12-2008

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thespirit The SpiritIl grande autori di fumetti Frank Marshall torna alla regia cinematografica (dopo Sin City) portando sullo schermo Spirit, paladino di Central City, protagonista della strip cult di Will Eisner. Spirit è un super eroe che nasce quando il poliziotto Danny Colt muore e ritorna in vita grazie di un esperimento scientifico del dottor Octopus, che sarà  il suo più acerrimo nemico. Spirit indosserà  una maschera per salvaguardare lo spirito di Central City, combattendo il crimine con una gran forza, un trench dalle larghe spalline e una cravatta rossa.

Torna Frank Miller. Per chi se lo fosse perso, Frank Miller è uno dei maestri contemporanei del fumetto. Sua la serie di Sin City, sua la graphic novel 300 (da cui il film di Zack Snyder) e suo il merito del capolavoro Il Cavaliere Oscuro, l´albo che ha segnato il ritorno dell´anima più nera di Batman e che ha ispirato i film di Christopher Nolan sull´uomo pipistrello.
Frank, complice Robert Rodriguez, ci ha provato anche con la regia, cofirmando l´adattamento di Sin City per il grande schermo. In fondo il cinema fumettistico tira, quindi Miller ha deciso di riprovarci tutto solo, affrontando il suo autore preferito Will Eisner.
Will Eisner è considerato uno dei più importanti maestri dell´ottava arte proprio grazie all´invenzione di Spirit, apparso per la prima volta nel 1940 come striscia settimanale e ancora oggi titolare di diverse tra albi e mini serie. Lo stesso Frank è stato un suo fan avendo avuto anche la possibilità  di conoscerlo e collaborare con lui, prima della sua scomparsa avvenuta nel 2005.
Spirit è una sorta di Dick Tracy con super forza e incredibili capacità  rigenerative. Nella sua Central City vivono variopinti super cattivi e donne mozzafiato, spesso dall´animo nero, che Spirit combatte armato di pistola, pugni, fascino e una forte dose di ironia. Per portarli sullo schermo, Miller sceglie di affidarsi alla stessa tecnica usata per Sin City, costruendo digitalmente la città  e gli ambienti dentro i quali si muovono i personaggi. Ma se Sin City ricostruiva in maniera maniacale e filologicamente corretta l´ambientazione noir e contrastata dell´opera milleriana, qui ci si trova di fronte ad un adattamento. Quindi niente colori sgargianti, niente giacca blu, niente ostentati primi piani del volto di Spirit mentre guarda al di la della spalla sinistra. Nel film, Miller sembra portare Spirit a Sin City, con gli stessi contrasti nero su bianco, costruendo un´atmosfera livida e bagnata, indugiando ogni tanto su esplosioni di colore e fondali artefatti. Il risultato è un pasticcio di ambientazioni, un insulso insieme di stili e personaggi fasulli che hanno volti famosi e costumi variopinti. I fanatici del cinema tamarro potrebbero anche divertirsi, ma c´è tamarro e tamarro. Non ci si aspetti la violenza ruvida e noir di Sin City o l´eccessiva estetica di 300. Non ci si aspetti l´azione alla Vin Diesel o l´ironia alla Bruce Willis. No, qui si va oltre, mixando scienziati dediti alla clonazione con il mito del vello d´oro.
A niente valgono le interpretazioni osè, ma anche piatte, di Scarlett Johansson, Eva Mendes e Paz Vega, dove i vestiti che indossano sono la sola e unica cosa che valga la pena seguire per il modo in cui (non)coprono le pecche della storia. Così come è davvero fastidiosa l´antipatica determinazione di Sarah Paulson o la gigiona e caratterizzata cattiveria di Samuel J. Jackson. Tutto è posticcio, ridicolo e condito da dialoghi verbosi e ridondanti. Alla fine del film si esce con la sgradevole sensazione di non aver capito niente: perché i personaggi fanno quello che fanno, da dove usciva la tizia vestita da odalisca, come fa la dottoressa ad essere innamorata di quello li. Ma soprattutto: Spirit non poteva morire, così ora ci evitavamo il seguito?
Insomma, il cine fumetto va per la maggiore, ma forse varrebbe la pena ripensare al modo con il quale affrontare operazioni del genere per evitare la disaffezione del pubblico. Senza una solida idea di fondo, magari basterebbe seguire gli “storyboard” originali per ottenere un buon risultato. Un consiglio: recuperate gli albi originali di Spirit, magari il best in uscita per i tipi di Rizzoli. Li si che il divertimento è assicurato!

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