Il cosmo sul comò
Il trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo è protagonista di un film diviso in quattro episodi, legati dai racconti che il maestro Tsu Nam (Giovanni) elargisce ai suoi allievi Pin (Aldo) e Puk (Giacomo). I 4 episodi raccontano i vizi e le virtù di uomini comuni, a parte Falsi Prigionieri, un divertissement pittorico ispirato alla saga di Hary Potter.
Ci siamo, Natale è arrivato. Lo si può ben intuire dall’uscita dei cosiddetti cinepanettoni, film leggeri e adatti a tutta la famiglia. Protagonista assoluta di questo genere è la saga aureliodelaurentesiana delle “vacanze a”, ma la battaglia del box office delle feste viene sempre giocata anche da altri antagonisti italiani che battagliano per accaparrarsi quel pubblico in cerca di commedie spiritose e meno volgari. Come avvenne già in passato, quest’anno entrano in gioco i campioni della risata a teatro e in Tv Aldo, Giovanni e Giacomo e lo fanno cambiando registro e tornando alla vecchia commedia ad episodi.
Il Cosmo sul Comò, per loro stessa ammissione, è un titolo che ironizza sul fatto che ognuno di noi avrebbe a portata di mano la saggezza necessaria per affrontare le sfide della vita, ma spesso non riusciamo ad afferrarla. Ecco quindi che Aldo, Giovanni e Giacomo giocano a calarsi in storie di uomini comuni alle prese con problemi comuni: la partenza per le vacanze estive, l’onestà nella vita quotidiana, la timidezza nel riuscire a dichiarare il proprio amore, la difficoltà nel diventare genitori. Nascono quindi gli episodi Milano Beach (il meno riuscito), l’Autobus del Peccato (il più fiction), Temperatura Basale (il più divertente). Unica eccezione a questa formula è Falsi Prigionieri, dove i tre non sono personaggi, ma figure animate e dispettose, raffigurate nei quadri della scuola di Hogwarts (quella di Harry Potter).
Se da una parte va dato il merito al film di ricalcare la stagione della migliore commedia all’italiana che indagava la contemporaneità alla ricerca di vizi e virtù della gente comune, dall’altra bisogna ammettere che il tentativo è decisamente fallito. Innanzitutto il collante degli episodi, ovvero la gag del maestro Tsu Nam, risulta fastidiosamente inutile: non lega gli episodi e, a parte lo spunto per i bei titoli di testa da grande produzione americana, finisce per risultare ridondante. E poi non c’è una volontà di andare oltre. Aldo, Giovanni e Giacomo sono sempre Aldo, Giovanni e Giacomo. In ogni episodio, come da sempre nei loro film, e come da tradizione dei comici tv al cinema, recitano personaggi che hanno i loro stessi nomi e ripropongono i tic caratteristici della loro icona televisiva. In Milano Beach, poi, Giovanni ripropone una brutta copia del se stesso di Tre Uomini e una gamba, finendo per assomigliare al Carlo Verdone pignolo e maniaco delle partenze intelligenti. Stereotipi già in voga negli anni ’80. E non ci si aspetti una comicità travolgente. Le risate sono poche e a denti stretti. Anche nell’episodio più divertente, Temperatura Basale, il riso più fragoroso è dovuto ad un brillante cameo di Angela Finocchiaro nei panni di una dottoressa assai egocentrica. È l’episodio che funziona meglio, la situazione è più contemporanea, Aldo, Giovanni e Giacomo sono a loro agio e scelgono un finale davvero cattivo. Purtroppo però è solo un pre finale, non riuscendo o non volendo andare davvero fino in fondo. Insomma, anche Aldo, Giovanni e Giacomo non hanno ancora trovato il loro cosmo sul comò.
Capitolo a parte per Falsi Prigionieri dove è più visibile la mano di Marcello Cesena, regista del film e famoso comico tv, prima con i Broncovitz e poi come conte Jean Claude con la Gialappa’s. Un divertissement ben congeniato visivamente, dove, dopo un buon inizio, scade anche la scrittura, finendo per far leva su una facile conclusione da osteria.
Ne restino lontani coloro che pensavano di vedere “i nuovi mostri”, anche se probabilmente il pubblico natalizio alla ricerca di un facile intrattenimento non ne resterà completamente deluso. Va detto, comunque, che dagli autori di Così è la Vita e di Chiedimi se sono Felice ci si può aspettare molto di più.
Trackback
RSS Feed
Non ci sono commenti!