Tropic Thunder
di Marco Cavalleri
Tugg Speedman è un divo degli action movie in pericolosa caduta di popolarità, specie dopo un film in cui aveva tentato la frusta carta di interpretare un ritardato per risollevare le proprie quotazioni. Jeff Portnoy, diventato famoso per orrendi film comici in cui il riso dovrebbe scaturire dalle ripetute scoregge, vorrebbe dimostrare al mondo di valere qualcosa come attore. Kirk Lazarus, australiano pluripremiato agli Oscar, desidera interpretare un nero al punto di subire anche un intervento per scurirsi la pelle. Aggiungeteci un divo del rap e un giovane attore di belle speranze e avrete il probabile cast di un kolossal ambientato nel Vietnam e basato sul libro scritto da un presunto reduce. Quando il regista, giovane e inesperto, provoca un incidente che mette a rischio il proseguimento delle riprese – anche a causa delle ire di un produttore tanto ricco quanto volgare e spregiudicato - il reduce suggerisce una soluzione: qualche telecamera digitale, un po’ di giungla lontano dal set, i protagonisti liberi di agire, e il film si farà da solo. Peccato che nella location scelta agisca una banda di pericolosi trafficanti di droga molto più interessati ai loro affari che alla riuscita della pellicola. E così, privi di ogni contatto con l’esterno e convinti di star recitando, i cinque si troveranno a combattere una guerra vera…
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